Il taglio dei parlamentari è legge: ora al lavoro per garantire rappresentatività ed efficienza

Con il voto finale alla Camera il disegno di legge costituzionale che riduce i deputati da 630 a 400 e i senatori da 315 a 200 è stato approvato: 553 i sì, 14 i no e 2 astenuti.

Le esultanze più rumorose sono quelle del Movimento 5 Stelle che, come da copione sposta i festeggiamenti dai banchi dell’aula alla piazza di Montecitorio. Di Maio parla di una vittoria dei cittadini, più cauto il PD con Zingaretti che inscrive il sì “in un quadro di garanzie istituzionali”.

Il presidente del Consiglio Conte sintetizza in un messaggio il proprio pensiero: “una riforma che incide sui costi della politica e rende più efficiente il funzionamento delle Camere. Un passo concreto per riformare le nostre Istituzioni. Per l’Italia è una giornata storica”.

Mario Polese – consigliere regionale centrosinistra Basilicata

Entusiasmo eccessivo quello del premier, per più di qualcuno: risibile ad esempio la motivazione ufficiale del “risparmio” che il giudice emerito della Corte Costituzionale, Sabino Cassese calcola in un settimo del costo di uno solo dei 90 aerei F35 che l’Italia compra dagli USA. Mentre invece il vero motivo nascosto sarebbe quello della riduzione del peso della democrazia parlamentare. Sempre secondo il giudice emerito la riforma approvata appare ragionevole solo se si considera l’alto numero di consiglieri nelle varie assemblee regionali, che hanno potere legislativo.

Tutto sommato su questa linea è il commento del già segretario del PD lucano, Mario Polese secondo il quale “culturalmente” la riduzione degli spazi politici non è un bene. Polese si dice contrario all’idea che “la politica rappresenti un costo” al pari della democrazia: “se devo dirla tutta sul piano teorico” aggiunge “potrebbe diventare più intrigante se fosse accompagnata da una legge elettorale a tutela delle regioni più piccole come la nostra e che si inseriscano le preferenze”.

Mirella Liuzzi – sottosegretario Mise

In linea col capo del Governo la reazione della sottosegretaria al Mise dei 5Stelle Mirella Liuzzi consapevole che “il taglio dei parlamentari sia, non solo una pietra miliare nella storia della nostra Repubblica, ma anche un punto di partenza di una nuova stagione della democrazia”.

“Grazie al piano di riforme di garanzia, stipulato con le forze politiche che compongono il Governo” tiene a sottolineare “assicureremo interventi per garantire la rappresentatività e una maggiore efficienza dei lavori parlamentari e delle istituzioni nel complesso”.

Il “problema” della rappresentatività dei territori più piccoli è stato segnalato più volte nei giorni precedenti al voto, dal momento che i rappresentanti lucani in parlamento scenderanno da sei a quattro alla Camera e da sette a tre in Senato. Ora però si apre il confronto sul referendum confermativo e sulla riforma della legge elettorale.

Share Button