Taglio dei parlamentari, il voto alla Camera: a rischio rappresentanza regioni medio-piccole?

L’aula della Camera vota la riforma costituzionale per il taglio dei parlamentari, con un via libera blindato anche dall’accordo sulle riforme raggiunto nella coalizione di Governo.

Tra gli impegni presi, formalizzati in un documento siglato dai nove capigruppo che sostengono l’esecutivo (PD, M5S, LEU, Italia Viva, Autonomie) c’è anche quello di presentare la riforma elettorale entro dicembre, riforma cui è condizionato anche il Sì annunciato da Forza Italia per voce di Laura Ravetto.

Voteranno a favore del taglio i Fratelli d’Italia e la Lega, ma in questo caso con una riserva di Salvini: “L’importante è che non ci sia uno scambio delle vacche tra M5s e Pd”.

Gli effetti della riforma andranno quasi inevitabilmente a ripercuotersi sulle regioni medio piccole, e la Basilicata è una di queste dal momento che, specie al Senato col sistema “tripolare” non eleggeranno parlamentari di tutte le opposizioni.

Alla Camera ad esempio se in Puglia si scenderà dagli attuali 42 a 27 deputati (-35,7%) in Basilicata si andrà da 6 a 4 (-33,3%). I senatori pugliesi invece scenderanno da 20 a 13 (-35,0%) mentre i lucani che siederanno a Palazzo Madama saranno solo tre a fronte degli attuali sette (-57,1%).

A livello locale sul punto in questione dopo la voce del senatore De Bonis (gruppo misto), contraria alla riforma proprio per una questione di rappresentanza democratica, si è levata anche quella del consigliere regionale di maggioranza Piergiorgio Quarto secondo il quale il ridimensionamento dei senatori comporterebbe anche la scomparsa della rappresentanza materana a Palazzo Madama.

Share Button