Basilicata. L’annosa questione della sanità lucana e la “Speranza” della facoltà di medicina

Da quando il nuovo governo regionale, guidato da Vito Bardi, si è insediato, l’annosa questione della sanità, come del resto in tante regioni italiane, è stata al centro di polemiche e decisioni che hanno portato lo stesso ente di Viale Verrastro ad aprire una riflessione.Ultimo, è stato il consiglio comunale aperto, nel capoluogo lucano, conclusosi con l’impegno della Regione Basilicata ad assicurare all’azienda ospedaliera regionale San Carlo di Potenza “il compito di svolgere la sua mission di struttura di alta specializzazione senza alcuna spoliazione rispetto alle funzioni attuali, con una capacità di attrazione di utenza intra ed extra regionale”, attraverso un documento nel quale si mette nero su bianco anche l’impegno del direttore dell’azienda sanitaria, Massimo Barresi, a “varare un piano strategico aziendale che assicuri una riorganizzazione complessiva nell’esclusivo interesse dell’utenza, con la massima condivisione delle organizzazioni sindacali e delle istituzioni regionali e locali”.  Il consiglio si è reso necessario dopo alcune criticità emerse dal capo del dipartimento di Anestesia del San Carlo, Libero Mileti, che ha informato che dal 15 ottobre saranno coperte solo cinque delle dieci sale operatorie attive. Probabilmente una conseguenza del trasferimento dei sette su nove anestesisti vincitori di concorso al San Carlo nelle strutture sanitarie periferiche di Villa d’Agri, Melfi e Lagonegro a partire dal 16 ottobre.
Prima ancora, a preoccupare i pazienti, era stata la chiusura temporanea del reparto di terapia intensiva neonatale a causa della carenza di medici  oltre al futuro della radioterapia.La questione da tecnica è naturalmente diventata politica dopo le parole dell’Onorevole di Fratelli d’Italia, Salvatore Caiata, il quale ha voluto sottolineare la necessità che l’Ospedale San Carlo sia al centro delle scelte politiche strutturali della sanità lucana.  E qui che non solo scatta la polemica con i consiglieri di opposizione, Braia e Cifarelli, i quali hanno dichiarato congiuntamente che Trasformare tutti gli ospedali di Basilicata in presidi territoriali e accentrare tutto al San Carlo di Potenza significa non avere la benché minima idea di cosa sia la Basilicata. Ma è guerra anche in casa Fratelli D’Italia: al consigliere regionale Vizziello e al consigliere comunale di Matera Toto non convincono le affermazioni dell’onorevole Caiata, frutto, dicono della mancata valutazione delle esigenze di cure che alcune patologie, come quelle tempo dipendenti, pretendono da parte del nostro sistema sanitario, obbligato, per legge, a fornire prestazioni di eccellenza in tutti gli ospedali.A metterci una pezza, per così dire, è il Vicepresidente Consiglio Regionale, Vincenzo Baldassarre,che preannuncia in una nota come il prossimo Consiglio regionale di Basilicata, che si riunirà martedì avrà come tema fondamentale proprio il riordino della sanità lucana “Ma nell’insieme della riorganizzazione, non possono e non devono essere sminuiti e sottovalutati gli ospedali periferici, il cui ruolo e le cui funzioni non sono solo sanitarie, ma hanno importati risvolti anche sociali da non sottovalutare- si legge nella nota. Ma questi ospedali per avere un senso e per continuare nella loro operatività, devono avere una loro specifica caratterizzazione scientifico-sanitaria-assistenziale, oltre naturalmente a fornire il servizio di pronto soccorso ed emergenziale”. L’unica nota di colore in tutta questa confusione, è la proposta lanciata sempre durante il consiglio comunale a Potenza, della facoltà di Medicina e chirurgia che potrebbe essere una mission per rilanciare l’Ospedale san carlo. E ora che il lucano Speranza siede al dicastero della sanità, quale occasione migliore sarebbe questa. E’ chiaro quindi che il governo regionale è al primo vero banco di prova per portare il cambiamento di cui tanto si è fatto promotore, tra mille difficoltà ed equilibri da saldare.

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