Governo Conte supera anche lo scoglio del Senato sulla fiducia

169 sì, 133 no e 5 astenuti

Botta e risposta di Salvini con Conte, e alla lucana Lamorgese (ministro dell’Interno) sui decreti sicurezza: “non si pieghi ai ricattucci della sinistra”

Incassata la fiducia alla Camera, il governo Conte bis affronta il giudizio del Senato, dove il premier è stato accolto da applausi ma anche da urla, cori e fischi da parte della Lega.

Incassata la fiducia alla Camera, il governo Conte bis affronta il giudizio del Senato con minor tranquillità. Il premier è stato accolto da applausi ma anche da urla, cori e fischi da parte della Lega.

Il pallottoliere della maggioranza al voto finale segna 169 favorevoli. L’esito resta infatti incerto fino all’ultimo perchè dei senatori eletti coi 5Stelle e poi espulsi solo la Nugnes ha annunciato esplicitamente il “Sì” prima della seduta.

Nessuna relazione di Conte in aula, a disposizione dei senatori infatti c’è il testo del suo discorso fatto alla Camera.

Salvini ha preso la parola per ribadire le severe motivazioni della protesta espresse già nel corso della manifestazione di piazza Montecitorio, a Conte si è rivolto chiamandolo “presidente Conte-Monti” ha ricordato che “la sua poltrona è figlia di slealtà e di tradimento”. Poi si è rivolto anche alla neo titolare del Viminale, la lucana Luciana Lamorgese: “non si pieghi ai ricattucci della sinistra”.

Conte, ha replicato ricordando l’Iter della crisi di Governo: “figlia di una decisione arbitraria ed unilaterale di Salvini, con lo scopo di andare al voto per ottenere pieni poteri”.

Il via libera al Governo dal Senato per M5S, PD e LeU è l’ultimo ostacolo prima della definitiva accelerazione in vista della chiusura delle trattative sulle ultime caselle nell’esecutivo Conte, che consentirà il giuramento dei nuovi sottosegretari se non questo fine settimana a inizio della prossima.

 

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