Di Maio incontra attivisti lucani: tre facilitatori per radicare il M5S

“Sono senza voce”. Così Luigi Di Maio ai giornalisti, all’ingresso e all’uscita dell’Hotel Santa Loja di Tito, dove il Movimento 5 Stelle ha riunito gli attivisti lucani per dare corso al nuovo modello di azione voluto dal capo politico.

Eppure il vicepremier e Ministro del Lavoro ha parlato per quasi due delle quattro ore di assemblea, rigorosamente a porte chiuse. Promossa dal senatore potentino Arnaldo Lomuti, ha visto una settantina di interventi degli iscritti alla piattaforma Rosseau. Presenti parlamentari e amministratori locali. Centrale l’aspetto di riorganizzare il Movimento, o meglio radicarlo, attraverso tre facilitatori: ovvero le figure che si occuperanno di temi specifici in un nuovo gruppo nazionale composto da 12 persone.

Sulla Basilicata, in particolare, si è discusso di politiche attive di sviluppo e infrastrutture. Non si è parlato di scadenze elettorali come quella di Matera nel 2020 ma l’incontro è stato preparatorio. Il messaggio – ai contestatori – è di apertura al territorio.

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