Basilicata, taglio vitalizi e sanità in Consiglio regionale, tempi lunghi per nomine dei dg

In Consiglio regionale lucano si torna a discutere di tagli ai vitalizi ma è il tema sanitario a creare rimpalli tra maggioranza e opposizione di centrosinistra. Il tutto allo scadere di luglio, ovvero nei tempi annunciati dal governo Bardi per sbloccare le nomine dei direttori generali dei dipartimenti.

In Aula, arriva per il via libera definitivo la proposta di legge avallata all’unanimità, in Prima Commissione permanente con delega agli Affari Istituzionali, sulla rideterminazione dei vitalizi per gli ex consiglieri regionali e degli assegni di reversibilità. Avanzata da Coviello della Lega, Quarto di Basilicata Positiva, Cifarelli di Comunità Democratiche e Leggieri del Movimento 5 Stelle, prevede un risparmio di circa 13 mila euro al mese per i 101 assegni attualmente erogati.

“Confusione e incertezza” sono invece gli appellativi usati dal centrosinistra per una mozione sulla sanità regionale che impegna l’assessore Leone e l’intera Giunta ad agire sul mancato turn over del personale e sulla necessità di rispettare norme nazionali inderogabili per mantenere gli equilibri economici e delle prestazioni. Secondo il primo firmatario Braia, insieme a Pittella per Avanti Basilicata, Cifarelli e Polese di Comunità Democratiche, è impensabile superare l’emergenza con degli spot, attraverso il turn over per i pensionamenti comunicato da Leone ai Direttori delle Aziende. Un ricalcolo dei limiti di spesa su base regionale, infatti, obbliga a conoscere l’andamento della spesa 2019. Preoccupano eventuali tagli al Fondo Sanitario Nazionale che toccherebbero il sistema lucano, mai coinvolto dal piano di rientro visto in altre regioni, e nonostante le rassicurazioni di Leone, le ultime vicende territoriali sulla paventata realizzazione degli Ospedali Riuniti della Magna Grecia, il blocco della radioterapia a Matera e chiusura dell’Hospice a Stigliano. In Viale Verrastro, confermato lo stallo sulla governance con palesi ritardi sulla nomina dei direttori generali. Il centrodestra è chiamato a decidersi, mentre sullo sfondo di materializzano proroghe.

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