Legge elettorale e regionali lucane. Sull’assegnazione dei seggi già pronti diversi ricorsi

Mentre già impazza il toto-nomi dei colonnelli che il generale Bardi dovrà selezionare per entrare a far parte della nuova Giunta, a 48 ore dalla chiusura dei seggi ancora non vi è certezza su chi dovrà sedere tra i banchi del Consiglio

Anche perchè se il sistema del Viminale calcola, identificandoli in maniera automatica i consiglieri eletti, manca l’ufficialità della nomina che spetta alla Corte d’Appello che li proclama.

Roberto Speranza – tra i promotori della lista Progressisti per la Basilicata

Sul banco degli imputati, tuona da sinistra Giovanni Petruzzi dei “Progressisti” vi è la legge elettorale “fatta coi piedi e col malcelato intento di garantire la rieleggibilità dei proponenti attraverso cavilli a volte in contraddizione tra loro”.

Secondo l’esponente del movimento di Roberto Speranza proprio la nuova legge “sta determinando un caos interpretativo sull’assegnazione dei seggi ed un ulteriore sconquasso nel già malconcio centrosinistra lucano”.

Ai Progressisti per la Basilicata spetterebbe di diritto il seggio in Consiglio Regionale, scrive Petruzzi secondo il quale i 5 seggi assegnati alla coalizione di Centrosinistra vanno attribuiti il primo alla lista “Avanti Basilicata”, il secondo  a “Comunità Democratiche”, il terzo ai “Progressisti per la Basilicata”, il quarto ad “Avanti Basilicata” e il quinto a “Comunità Democratiche”.

Secondo questo ragionamento, e come previsto dalle nuove norme il seggio riservato al candidato presidente arrivato secondo, cioè Carlo Trerotola è quello che nella graduatoria di Petruzzi “ha conseguito la minore cifra elettorale (Comunità Democratiche)” con il secondo e ultimo del PD e non il primo dei Progressisti. In virtù di questo ragionamento il seggio di Mario Polese del PD dovrebbe andare ad Antonello Molinari dei Progressisti.

Una soluzione più veloce e indolore (per tutti tranne che per il diretto interessato) ci sarebbe: Trerotola si dovrebbe dimettere, e anzi già si vocifera di pressioni arrivate all’indirizzo del farmacista di Potenza, che però in varie dichiarazioni ha promesso di voler sedere in consiglio e fare un’opposizione costruttiva.

Mario Polese – segretario PD Basilicata

Anche a destra qualche problema ci sarebbe. E’ Gianni Rosa dei Fratelli d’Italia a scalpitare per rientrare in Consiglio forte dei suffragi ottenuti nella lista di Potenza, mentre secondo il Viminale il seggio è del materano Giovanni Vizziello. Anche in questo caso il ricorso sarebbe pronto. Il sistema del riparto dei seggi potrebbe però a cascata potrebbe ricadere anche su altre ripartizioni.

Mettendo così in bilico anche l’unico seggio rosa assegnato (alla leghista Donatella Merra in favore del primo dei non eletti di IDEA a Potenza, Giorgio Di Ioia) o nel centro sinistra con Luca Braia (il più suffragato a Matera con Avanti Basilicata) che rimetterebbe il seggio in favore del secondo più votato a Potenza (Vincenzo Robortella).

Resta dunque nell’occhio del ciclone la nuova legge e non solo per il caos relativo all’assegnazione dei seggi, ma anche perchè a conti fatti non ha garantito neanche la parità di genere. Una sola è la donna che (forse) entrerà in Consiglio.

D’altro canto però non si puo’ neanche affermare con certezza che sia stata scritta – come denunciano i Progressisti – proprio per “garantire la rieleggibilità dei proponenti attraverso cavilli a volte in contraddizione tra loro”, dal momento che Piero Lacorazza, che delle nuove norme è uno dei principali estensori, è rimasto fuori dal Consiglio regionale.

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