La bandiera in Regione Basilicata dopo 24 anni di centrosinistra si tinge d’azzurro

Dopo 24 anni di centrosinistra, la Basilicata cambia bandiera, e si tinge di azzurro, ma con evidenti sfumature verdi

Vito Bardi, con 124.716 voti è il nuovo presidente della Regione Basilicata. Segue a ruota Carlo Trerotola con 97..866; il pentastellato Mattia con 60.070 voti e Valerio Tramutoli con 12.912. E quindi la coalizione vincente del centrodestra si attesta al 42,20% , quella del centrosinistra al 33,11%, il Movimento 5 stelle, che correva da solo al 20,32% e la Basilicata Possibile al 4,38%.

C’era voglia di cambiamento tra i cittadini, e già i dati dell’affluenza lo hanno accertato. Rispetto al 2013, dove poco più del 47% dei cittadini si recò alle urne, questa volta il dato si attesta 53, 52%. Quindi quasi un 7% in più. Ma in quell’occasione si votava in due giorni: domenica e lunedì.

Alle politiche del 4 marzo 2018 invece l’affluenza era stata del 71%. Nella provincia di Potenza la quota di votanti è stata del 52,40%. Più alta in quella di Matera (56,22%). Salandra nel materano e Filiano nel potentino, le due cittadine più votanti. Quest’ultimo centro di cui è originario il neo presidente della Regione Vito Bardi.

Rispettivamente San Mauro forte e Castelgrande i comuni dove l’affluenza è stata più bassa. Il voto lucano è diventato da subito un importante test nazionale, l’ultimo prima delle elezioni europee del 26 maggio.

Il centrodestra, ha ottenuto il settimo successo consecutivo, dal 4 marzo 2018, dopo Trentino,Friuli-Venezia Giulia, Molise, Abruzzo e Sardegna. Vittoria subito rilanciata dal segretario delle Lega Matteo Salvini.

E il centrosinistra incassa invece la prima sconfitta dopo l’elezione alla segreteria di Nicola Zingaretti, pagando tutte le criticità sul territorio: dal malcontento della base ambientalista per le posizioni ambigue sulla delicata questione dell’estrazione del petrolio e del gas, allo sgomento per il sistema clientelare emerso dall’inchiesta sull’ex presidente Marcello Pittella, che pur avendo rinunciato alla presidenza ha comunque ottenuto la candidatura per il consiglio regionale. Il partito democratico spezzettato in 4 liste complessivamente raggiunge un dato superiore al 23%.

Il PD alle politiche 2018 aveva ottenuto il 16,38%. Il centrosinistra invece passa, sempre rispetto alle politiche 2018, dal 26% al 33%, compiendo un balzo in avanti del 7%”, dati confermati anche dal coordinatore nazionale della comunicazione del Pd, Marco Miccoli.

Le regionali lucane si sono dimostrate anche un braccio di ferro tra i due principali partner di governo, Lega e Movimento 5 stelle. Il movimento pentastellato, che alle politiche si era attestato al oltre il 40%, si conferma primo partito, però con il 20,32% tallonato dalla Lega al 19,15%. Un dato è quindi innegabile, la Lega, prima inesistente in Basilicata, si conferma un partito nazionale e non più relegato ad alcune regioni del nord. Forza Italia chiede nuovamente alla Lega di staccare la spina al governo e iniziano anche i primi mal di pancia nel centrosinistra.

La Basilicata è stata quindi l’ultimo step prima del 26 Maggio, quando si terranno le Europee, vero banco di prova per la tenuta del governo e delle coalizioni, dove si aprirà una nuova fase per l’intero vecchio continente.

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