Regionali lucane. Relazione commissione antimafia: replica dei candidati nominati e commento di Di Maio

Il giorno dopo l’esito dei lavori della Commissione Parlamentare Antimafia arrivano le reazioni del vicepremier Di Maio e dei cinque candidati definiti “impresentabili” alle prossime elezioni regionali lucane.

Il M5S ha detto il vicepremier Luigi Di Maio a margine del business forum Italia-Cina “ha cacciato Marcello De Vito in 30 secondi”, mentre “la commissione antimafia del Parlamento ha certificato che ci sono impresentabili nelle liste dei partiti in Basilicata e nessuno ne sta parlando, ma soprattutto nessuno li sta cacciando dalle liste, nessuno sta prendendo le distanze, anzi si prenderanno pure le preferenze”.

Così Di Maio commenta la relazione del presidente dell’organismo parlamentare, Nicola Morra sulle liste elettorali lucane in vista delle elezioni regionali di domenica dal quale è risultato che sono in tutto cinque i candidati considerati “impresentabili”: tre di questi secondo la commissione non sono conformi alla disciplina del Codice di regolamentazione varato dalla scorsa legislatura in quanto rinviati a giudizio in fase dibattimentale (Sergio Claudio Cantiani della lista “Comunità democratiche – Partito democratico”, Vincenzo Clemente della lista “Bardi presidente di Basilicata positiva” e Massimo Maria Molinari della lista del “presidente Trerotola Centro democratico progetto popolare”) mentre due (Rocco Sarli della lista Fratelli d’Italia e Paolo Galante del PSI) hanno una condanna in primo grado e vedrebbero, da eletti, una sospensione della loro carica dall’Assemblea regionale.

“Sono presentabilissimo ed eleggibile e proseguo serenamente la mia campagna elettorale” ha dichiarato in una nota Vincenzo Clemente ribadendo la sua totale estraneità ai fatti imputati.

Così come Massimo Maria Molinari che dichiarandosi “candidabilissimo ed eleggibile” ha sottolineato di aver chiesto lui per primo “di fare piena luce rinunciando alla prescrizione” proprio per dimostrare la sua “assoluta trasparenza e correttezza”.

“Le notizie in merito alla mia presunta incandidabilità o ineleggibilità” ha commentato Sergio Claudio Cantiani “sono destituite di ogni fondamento, in quanto tali ipotesi non sono previste dalla legge per il caso me riguardante. Sorridendo” ha aggiunto “mi rimetto a lavoro, come sempre”.

“E’ una pazzia” ha scritto Paolo Galante su Facebook: “Impresentabile è chi salta da uno schieramento politico all’altro”.

“In Italia, per fortuna, fino al terzo grado di giudizio siamo tutti innocenti” ha aggiunto Rocco Sarli il quale si è detto sicuro “che già in appello” farà valere le sue ragioni “per una vicenda riguardante solo il conferimento di un incarico legale nel lontano 2007 per la difesa dell’Ente” di cui faceva parte.

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