Elezioni in Basilicata. Dal risultato abruzzese alle strategie locali

Facciamo tutti un passo indietro e si lavori innanzitutto con un obiettivo, quello di arrivare ad una candidatura unitaria che dia un segnale al nostro popolo e al nostro elettorato per essere credibili. L’appello è di Nicola Zingaretti, candidato e favorito per la vittoria da segretario del Partito Democratico. Le parole piombano nella campagna elettorale verso il 24 marzo che nel centrosinistra lucano vive una spaccatura tra candidature già annunciate o prossime ad esserlo e tentativi di ricucitura.

Sui social, disposto al dietrofront è il consigliere autosospeso dal partito e candidato con Basilicata Prima, Piero Lacorazza, a patto – ha precisato – che si compia una analisi sull’attività politico-governativa degli ultimi 5 anni per trovare una quadratura unitaria. Pur richiamando programmi e valori, a far discutere è la ricandidatura dell’ex governatore Marcello Pittella, con ogni probabilità annunciata in conferenza stampa nella giornata di mercoledì: appoggiata dalla maggioranza del Partito Democratico e motivata come una leadership indiscussa sulla quale si lavorerebbe a più di 10 liste aperte ad alleati – in primis Socialisti e Popolari – e civismo. I tatticismi sono febbrili: ancora incerta la posizione dei dissidenti PD, Santarsiero, Spada e Chiurazzi, i quali abbandonerebbero il braccio di ferro in caso di una mediazione dell’ultim’ora. Stesso discorso per l’interlocuzione verso sinistra con Mdp – Liberi e Uguali, insieme a + Europa di Scaglione e Molinari pronti a sedere intorno allo stesso tavolo, mettendo da parte il sostegno al Movimento Luci di Carmen Lasorella.

A questa fotografia si aggiunge l’inevitabile effetto cascata del voto in Abruzzo: il centrosinistra, pur sconfitto, ha scelto l’unità e recuperato le relazioni con il territorio. Nel centrodestra, il carroccio dei vincitori con il candidato di Fratelli d’Italia, Marsilio, è stato però a trazione leghista e si pone in pole position anche in Basilicata. In queste ore Roma, il senatore Pepe incontrerà Matteo Salvini per sciogliere il nodo Bardi, candidato di coalizione proposto da Forza Italia. Nel Movimento 5 Stelle, invece, crollo dal 40% delle politiche del 4 marzo al 20% delle regionali in Abruzzo. Nessuna preoccupazione traspare dai vertici locali con il candidato Antonio Mattia impegnato negli incontri con i cittadini, eppure la scelta di non apparentarsi suonerebbe come indicatore sensibile di quello che potrebbe accadere anche in Basilicata.

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