Regionali lucane. Nel centrosinistra il PSI ora vuole abbandonare le primarie

La decisione al termine di un “partecipato e animato dibattito” nella direzione regionale di ieri. Valvano: le tante autorevoli voci contrarie suggeriscono un supplemento di istruttoria

 “Si riparta dalla politica, dal dialogo e dal tentativo di includere il popolo che si riconosce nelle diverse anime del centro-sinistra”.

Troppe e troppo autorevoli le voci di dissenso nel centrosinistra lucano, contrarie alle primarie per la scelta della figura in grando di unire le varie componenti del centro e della sinistra e rendere competitiva una coalizione in affanno in vista delle elezioni regionali del mese di marzo.

Il campanello di allarme suona ininterrottamente da diversi mesi. Anche se dalle indagini sulla Sanità lucana in poi il centrosinistra lucano di Governo sembra aver smarrito la bussola.

Il PD è lacerato dal dibattito interno sull’opportunità del Pittellabis e dai tamburi delle truppe legastellate che dal Governo nazionale si avvicinano pericolosamente a quello locale. Il M5S è infatti da tempo impegnato in campagna elettorale, col candidato Mattia che ha già battuto i 131 comuni e sta preparando la pubblicazione del programma. Il centrodestra, molto meno litigioso del centrosinistra ritorna a Roma col senatore Moles per sottoporre a Berlusconi la rosa di nomi dalla quale tirare fuori il candidato unitario.

Gli incontri romani di questa estate al Nazareno invece avevano indicato al contrario una strada mai realmente percorsa fino ad ora, quella della massima inclusione di tutte le forze possibili, comprese le civiche e gli ex, per fronteggiare l’avanzata di Lega e 5Stelle.

Sulla linea romana in questi mesi ha lavorato sottotraccia il senatore Margiotta che insieme a molti esponenti dem, nelle settimane passate hanno manifestato più o meno esplicitamente la propria contrarietà sia allo strumento delle primarie che alla ricandidatura, nelle diverse forme di Marcello Pittella.

E così anche i Socialisti di Valvano alla fine prendono atto delle “reazioni dei tanti esponenti del centro sinistra, a partire dall’autorevole voce del Senatore Margiotta, Luigi Bradascio, Michele Radice, Gigi Scaglione, Franco Mollica, Piero Lacorazza, Vittoria Purtusiello, Nicola Valluzzi, Achille Spada, Giannino Romaniello, fino al Presidente del Consiglio Regionale Vito Santarsiero”, che “suggeriscono un supplemento di istruttoria”.

In una nota diffusa in mattinata il segretario dei socialisti di Basilicata, Valvano rimarca la necessità di “intensificare il lavoro del tavolo politico attraverso il quale la coalizione di centro-sinistra deve provare a trovare la migliore soluzione possibile, utile ad affrontare le sfide programmatiche e politiche che il nuovo governo regionale si troverà ad affrontare, a partire dalla partita ‘petrolio’.”.

“Serve dar vita a un nuovo governo” [ … ] “libero dall’autoritarismo romano e soprattutto dal metodo ipocrita con cui l’attuale governo gioca con l’Italia”.

Si riparta dalla politica, dal dialogo e dal tentativo di includere il popolo che si riconosce nelle diverse anime del centro-sinistra. Il messaggio dei Socialisti arriva poco prima dell’inizio della conferenza stampa di Piero Lacorazza, citato tra gli “autorevoli” esponenti del centrosinistra “da recuperare”.

Il messaggio sarà stato colto? A giudicare dai primi segnali usciti dalla conferenza sembra di no.

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