Elezioni lucane. Bufera nel centrosinistra dopo la decisione delle primarie

Nel centrosinistra lucano tira una brutta aria dopo la decisione – e la conseguente diffusione del documento che le formalizza – di andare alle primarie per scegliere il candidato governatore

Lo scontento, accomuna una parte importante del PD e di alcuni degli alleati.

Margiotta: “il Pd non sta andando nella direzione giusta”. Santarsiero: “aborto politico”. Speranza (Articolo Uno – Mdp):  “occorre una proposta nuova, larga e civica, in netta discontinuità con il passato”. Bradascio ritira la candidatura a governatore e l’adesione a Progetto Popolare

Il documento politico siglato dai vertici del PD, PSI, Realtà Italia, Progetto Popolare, Verdi, e da Cd + Europa – che ha però espresso riserve sia “sulla tempestività delle Primarie” che “sulla partecipazione alle stesse, auspicando che il progetto del centrosinistra si costruisca con la più ampia sintesi politica” è stato sonoramente bocciato da una buona parte degli stessi democratici, a partire dal senatore Salvatore Margiotta che ricordando gli esiti dell’ultima assemblea regionale si dice dispiaciuto che il PD lucano “che pure aveva trovato una larga convergenza su un documento che diceva ben altro, abbia scelto, in contraddizione con quel testo, la strada degli strappi, uno dopo l’altro”.

Per Margiotta “la fretta – prodotta in queste ore dal ‘pasticciaccio brutto’ della individuazione di una data sbagliata politicamente ed illegittima sotto il profilo amministrativo, come stabilito dal TAR – non può essere una giustificazione”.

L’auspicio del senatore è che anche in Basilicata si faccia come nelle altre regioni coinvolte dalle elezioni, presentandosi cioè in maniera compatta e competitiva mentre invece nella sua regione “convocare primarie cui hanno espresso contrarietà, perplessità e non adesione alcune forze del centrosinistra e su cui vi sono profondi distinguo all’interno del PD va invece in direzione contraria. E ostinata”.

E di “alcune forze del centrosinistra” fa sicuramente quella che fa capo a Roberto Speranza che dopo l’incontro di domenica ha rimarcato – tramite una nota diramata dall’ufficio stampa di Articolo Uno – Mdp – di continuare ad essere disponibile al dialogo, anche a livello nazionale (come dimostrato in Abruzzo e Sardegna), con le altre forze politiche progressiste “purché si assuma come prioritaria la necessità di dare risposta alle aspettative di cambiamento e di rinnovamento provenienti dai cittadini lucani e si abbandonino tattiche e scorciatoie controproducenti. Solo una nuova proposta ampia e plurale, civica, ambientalista e del lavoro può offrire un’alternativa valida per il futuro della Basilicata”.

Sempre nell’ambito dei dem occorre infatti ricordare che tra gli altri esponenti di rilievo in Basilicata contro la direzione intrapresa dal Partito ci sono sicuramente Piero Lacorazza e Vito Santarsiero. Il primo (Lacorazza), tramite l’esponente di area Vittoria Purtusiello torna ad attaccare il segretario regionale Polese che decidendo ” da solo contro il partito nazionale e senza condivisione della direzione regionale” perchè “interessato solo alla sua sopravvivenza” produce il risultato di rompere “sia il PD lucano che il centrosinistra”.

Il secondo (Santarsiero) che parla di “aborto politico” e ricorda anche lui che con la riunione regionale di domenica si “va contro quanto deliberato dal Pd e chiesto dal partito nazionale, si rinuncia al duro lavoro della ricerca della unità e della migliore sintesi, si decide per le primarie, strumento che divide, oggi del tutto non idoneo e deviante, si spacca il centrosinistra e si perde anche un pezzo di maggioranza. Cui Prodest?” chiede il presidente del Consiglio regionale prima di lanciare un ultimo appello affinchè “prevalga in extremis il buon senso e si rimedi ad una catastrofe politica”.

Riunione regionale Centro Sinistra, un aborto politico. Si va contro quanto deliberato dal Pd e chiesto dal partito…

Pubblicato da Vito Santarsiero su Domenica 13 gennaio 2019

Ma l’esito del documento sottoscritto domenica ha prodotto un altro strappo anche tra le forze della coalizione.

Guardando alle firme infatti, per Progetto Popolare “c’è quella di Aurelio Pace e non la mia” ricorda Luigi Bradascio che colto di sorpresa dall’iniziativa di Pace ha ritirato la sua candidatura a presidente della Regione oltre ovviamente all’adesione al progetto. Bradascio ha infatti ricordato di aver espresso in più occasioni la contrarietà di un’alleanza della sua “formazione moderata, centrista, riformista ed europeista” con altri movimenti di diversa ispirazione.

Bradascio “e tutto il gruppo di materani che a lui fanno riferimento” fanno sapere di valutare nei prossimi giorni “l’opportunità di proseguire la strada intrapresa, eventualmente con la creazione di un movimento autonomo”.

Un altro stop alla decisione arriva sempre dal materano, Achille Spada del PD auspica “una soluzione che salvaguardi l’unità del Centrosinistra come valore, senza imboccare inutili scorciatoie, di far prevalere la ragione nella verità di un confronto non ipocrita. non rassegnandosi ad un pericoloso fatalismo”.

Spada si appella al segretario Polese  affinchè “convochi con urgenza gli organismi del Partito per consentire gli opportuni approfondimenti della questione e, in quella sede assumere responsabilmente le decisioni”.

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