Regionali lucane. Il Pd a Roma da Orfini alla vigilia del TAR sui ricorsi alla data di maggio

Per capire l’aria che tira in casa del partito che in Basilicata dovrebbe fare da collante per le forze di centrosinistra, attualmente maggioranza di governo regionale, basta aprire Twitter. E’ nel Social Network, dopo l’assemblea di domenica, che le divisioni continuano a provocare tensioni tra le diverse sensibilità politiche.

E se nel corso dell’ultima assemblea il convitato di pietra si è manifestato a sorpresa, seduto nelle ultime file come gli alunni più rumorosi, al netto della sua presenza fisica è proprio l’ipotesi di un bis alla Regione di Marcello Pittella, che anima il dibattito.

Da questa ipotesi dipendono a cascata anche l’apertura ad alcune delle altre forze di una possibile coalizione ampia di centrosinistra, e la scelta dello strumento per la definizione di un candidato unitario.

Se almeno a livello locale c’è la guida di Mario Polese, anche se messa in discussione da alcune aree, Lacorazza ad esempio e forse debolmente Santarsiero che non hanno siglato il documento di sintesi dell’incontro di domenica, a livello nazionale manca un segretario.

Piero Lacorazza assente all’assemblea di domenica (rappresentato però da Vittoria Purtusiello pure lei in direzione “ostinata e contraria” rispetto alla maggioranza del partito) diserterà anche il vertice previsto nel primo pomeriggio al Nazareno.

La convocazione dell’incontro romano è stata firmata dal presidente Matteo Orfini. La scorsa estate l’indicazione venuta fuori dalle stanze del Nazareno tratteggiata dall’allora segretario Maurizio Martina, andava nel segno del rinnovamento e dell’inclusione di altre forze, ex compresi, ma non solo. I lucani andranno a Roma col documento di sintesi tra le mani – non tutti ma quasi tutti – e la linea dell’ok alle aperture, nessuna imposizione neppure dei metodi – come le primarie – a patto però che non ci siano nè pregiudizi nè veti di sorta dagli interlocutori.

Difficile incontrarsi con alcuni possibili partner di coalizione, avverte De Filippo, se oggi arrivano le bordate da una delle potenziali liste amiche come quella di Carmen Lasorella che “invece all’epoca frequentava le mia stanze di presidente per chiedere sostegno alle sue iniziative sociali”.

Lasorella reagisce e sbotta definendo “squallida” quella che le è sembrata una ambigua allusione. Ma per De Filippo, come per gli altri partecipanti al tavolo romano, Margiotta ad esempio, è importante sì, allargare il campo alle altre forze, tenendo bene a mente che di forze e partiti ce ne sono molte altre, alcune da conquistare altre da mantenere nel centrosinistra.

Infine per chiudere questo lungo capitolo una curiosità e un commento: i Pittella intorno al tavolo saranno due?

Certo è che dal dibattito in corso tra le variegate anime del centrosinistra lucano, pare emergere, al netto dei tatticismi, la implicita convinzione che ormai sia inevitabile marciare divisi per colpire divisi.

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