Elezioni regionali in Basilicata. Il rinvio a Maggio crea scompiglio: ricorsi al Tar e nuove proteste

Se qualcuno auspicava che lo slittamento delle elezioni regionali al 26 Maggio, passasse in sordina tra la popolazione lucana, si sbagliava. Ieri infatti erano più di 200 tra giovani e meno giovani che hanno protestato sotto il palazzo della Regione Basilicata per dire No al rinvio delle elezioni e quindi chiedere a gran voce di votare subito; o quanto meno alla prima data utile. Indossavano i gilet gialli, diventato ormai simbolo delle violente manifestazioni in Francia, ma che i giovani ne hanno subito colto lo spirito e hanno indossato l’armatura, si fa per dire, per spingere la popolazione a risvegliarsi – “risvegliati Lucania e ascolta il canto dei tuoi figli, recitava un manifesto.Ma aldilà della protesta, ci sono anche le beghe giudiziarie a confutare il decreto emesso dalla Presidente facente funzioni Flavia Franconi. Al ricorso presso il Tribunale amministrativo regionale presentato dal Movimento 5 stelle, portato avanti dal candidato presidente Antonio Mattia e al seguito i consiglieri regionali Gianni Perrino e Gianni Leggieri, si è aggiunto quello dell’ANCAC “Associazione nazionale consiglieri e assessori”, e del consigliere comunale di Ruoti, Franco Gentilesca. Il 19 Dicembre è quindi provabile l’accorpamento dei ricorsi. E’ chiaro quindi che a difesa dell’operato della Franconi, molto probabilmente ci sarà l’ufficio legale di Viale Verrastro, malgrado quest’ultimo non sia stato consultato alla vigilia della decisione per far slittare le elezioni o meno, ma è stata preferita una consulenza di spessore costituzionale. Da più voci quindi la richiesta avanzata al Tar è la nomina di un commissario ad acta che provveda alla rinnovazione del decreto per indire le elezioni alla prima data utile, ma prima di Maggio.Ma una riflessione sembra saponate: la politica ancora una volta lascerebbe così il passo a tecnici o commissari, depauperando la sua funzione di cassa di risonanza della voce dei cittadini. Intanto la protesta continua e da Potenza si sposta a Matera, con il Movimento 5 stelle che fa quadrato attorno al suo candidato presidente e si unisce alla voce di elezioni subito.

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