Decretata la data del voto lucano, arrivano le reazioni dalla politica

Il 26 maggio del 2019 si andrà al voto a meno che dal Viminale si intervenga ‘eventualmente’ per la data del 10 febbraio come per le altre regionali italiane

Il convincimento maturato da Flavia Franconi dopo “le motivazioni di ordine giuridico e normativo” e del “parere espresso dal Prof. Staiano, professore ordinario di diritto costituzionale e Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università Federico II di Napoli” è stato anticipato già nei giorni scorsi durante gli incontri con le forze di maggioranza in Regione e i capigruppo del Consiglio (qui il documento siglato da Vito Giuzio, Giuseppe Soranno, Paolo Galante, Antonio Bochicchio, Francesco Mollica e Aurelio Pace), oltre che nel corso dell’incontro con il presidente dell’assemblea regionale, Vito Santarsiero contrario all’Election Day in favore invece di una lettura delle norme che orienti il voto per la data del 20 gennaio.

Se sulla linea Santarsiero c’è si ritrova Piero Lacorazza, così non è invece per la maggioranza dei gruppi in Consiglio e per le forze politiche della coalizione.

Ma all’indomani del decreto della presidente facente funzioni, per il rinnovo delle istituzioni regionali fissato al prossimo 26 maggio – occorre però ricordare che tiene aperta una porta a possibili interventi dell’esecutivo che anticipino l’appuntamento con le urne al 10 febbraio, come accadrà in altre Regioni – sono i 5Stelle a protestare in maniera decisa. Gli attivisti e portavoce saranno infatti impegnati per 24 ore in una maratona (dalle 11.00 di mercoledì 21 alle 11.00 di giovedì 22 novembre) davanti ai cancelli del palazzo Regionale con un sit-in, una diretta NoStop ed una “Veglia per la Democrazia”.

Antonio Mattia, candidato governatore del Movimento alle prossime regionali, nelle ore scorse aveva già diffidato formalmente la vicepresidente di Giunta dall’indizione del voto nella data del 26 maggio.

Decisione definita “scandalosa” anche dal consigliere della assemblea consiliare Giannino Romaniello per il quale si tratta di “una scelta solo ed esclusivamente di carattere politico, in linea con quanto scientemente deciso nei mesi scorsi di rinviare le elezioni il più possibile”. Secondo il consigliere “in base a quanto previsto dalla legge nazionale, le elezioni si potevano indire tranquillamente già nel mese di settembre, indicando come data possibile al massimo quella del 16 dicembre 2018”.

Romaniello stigmatizza il “comportamento politico da parte del PD e della maggioranza” perchè “sostiene una giunta il cui Presidente è stato sospeso dalle sue funzioni” ed è “lesivo del diritto dei cittadini ad esprimere il proprio voto e ad avere un governo regionale nel pieno delle sue funzioni”.

Il consigliere dichiara di aver “condiviso con il nostro coordinatore nazionale di MDP-Liberi e Uguali, Roberto Speranza, la necessità di attivare ogni utile iniziativa finalizzata ad indire le elezioni quanto prima: non fugge a nessuno che se si voleva realizzare una interlocuzione sul principio della leale collaborazione tra istituzioni lo si sarebbe potuto fare non con lettera del 14 novembre, cioè sette giorni prima della data ultima per indire le elezioni il 20 gennaio 2019. Pertanto, quanto dichiarato dalla Presidente è il solo tentativo di dare dignità ad una scelta che viola le regole più elementari dell’agire politico”.

Il segretario della Lega lucana, Antonio Cappiello chiama a raccolta “giovani e meno giovani, lunedì mattina tutti davanti la Regione per bloccare le attività di governo regionale: il loro mandato è scaduto, devono andare a casa”. Così in un video messaggio anche l’esponente leghista lucano eletto in Senato, Pasquale Pepe: “La Franconi e il centrosinistra hanno mancato di rispetto ai Lucani” dice “ora i Lucani, al di là dei tecnicismi, facciano sentire la loro indignazione. Prima nelle piazze, poi nelle urne”.

Anche il consigliere regionale Nicola Benedetto contrario alla decisione della Franconi che, dice ha “deciso di trasformare un atto meramente amministrativo come la convocazione delle elezioni in un atto totalmente politico”. Per Benedetto “la Basilicata non può permettersi 6 mesi di inattività solo per gli interessi di qualcuno.”

Ancora in area di centrodestra, il già parlamentare Cosimo Latronico (Noi con l’Italia) invita data la “disponibilità” della vicepresidente Franconi “a convenire una data più ravvicinata e prossima al termine di scioglimento della legislatura” il ministro degli Interni, Matteo Salvini a fissare ” per lo svolgimento delle elezioni una data più prossima, magari in concomitanza con la consultazione delle altre regioni interessate al rinnovo delle assemblee regionali”.

“Evitiamo” aggiunge Latronico “di fare anche della data delle elezioni un momento di divisione e di conflitto che si traduce in una perdita di credibilità delle istituzioni, apparendo gli attuali decisori insensibili alle esigenze di trasparenza ed alla necessità di sbloccare al più presto una situazione istituzionale e politica paralizzata”.

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