Data del voto lucano. Salvini restituisce a Franconi il cerino acceso

La lettera firmata dal numero uno del Viminale in risposta a quella di Flavia Franconi del 12 novembre scorso è arrivata: per Matteo Salvini le elezioni regionali in Basilicata possono tranquillamente essere indette nell’unica domenica utile rimasta, quella cioè del 20 gennaio

Il vicepremier rassicura la vicepresidente anche, (anzi solo) sui dubbi riguardanti le criticità logistiche e di sicurezza per lo svolgimento delle votazioni il giorno seguente alla cerimonia inaugurale di Matera 2019 che vedrà in città i massimi rappresentanti delle istituzioni italiane ed europee: si puo’ fare.

Altre opzioni – come ad esempio una proroga per accorpare la data lucana a quella di altre regioni che voteranno il 10 febbraio – il testo della lettera del ministero degli Interni non ne contempla.

“Gentile Professoressa, faccio riferimento alla Sua lettera dello scorso 12 novembre riguardante l’imminente scadenza del mandato elettorale del Presidente della Giunta e del Consiglio Regionale della Basilicata. In via preliminare prendo atto che allo stato attuale non risulta ancora fissata la data di svolgimento della tornata elettorale in questione, attività come è noto rimessa dalla vigente normativa regionale alla esclusiva competenza del Presidente della Giunta. Riscontro, altresì, dalla Sua nota che il 20 gennaio secondo la tempistica dall’art. 5 della legge della Basilicata 20 agosto 2018 n. 20, rappresenta, a questo punto, l’unica data utile per l’espletamento delle operazioni di voto che andrebbe a coincidere con l’eventuale presenza a Matera del Presidente della Repubblica e di altre autorità nazionali ed europee per l’apertura delle celebrazioni dell’evento ‘Matera Basilicata Capitale europea della Cultura 2019’. A riguardo desidero rassicurare la S.V. che in relazioni alle preoccupazioni circa le possibili criticità sotto il profilo dell’ordine e della sicurezza pubblica il giorno antecedente la data del voto, i competenti uffici, interessati al riguardo, hanno escluso la sussistenza di concreti rischi di compromissione del regolare svolgimento delle operazioni elettorali nella città di Matera”.

Il cerino dunque è ritornato acceso tra le dita di Flavia Franconi che dovrà entro il 21 novembre decidere la data dell’appuntamento con le urne. Sono a questo punto solo le valutazioni di natura politica a dover guidare e fermare le sue dita su un giorno del calendario dell’anno prossimo. Con un occhio anche al 26 maggio, data delle elezioni europee e che – stando ad una legge dello Stato in materia di contenimento dei costi su cui la stessa presidenza di Giunta ha ricevuto un parere legale positivo – consentirebbe l’Election Day con le Regionali e le amministrative di molti comuni lucani.

Il Consiglio regionale ascolta la presidente della Giunta nel corso della seduta odierna, mentre domenica mattina sarà il turno dei partiti di maggioranza. Certo è che sulla linea dell’Election Day a maggio  ci sarebbe parte della maggioranza al governo regionale, con in testa il PD, la cui riunione dell’organo assembleare di partito prevista nel pomeriggio di venerdi 16 novembre 2018 è saltata (slittando ad una data ancora da stabilire) con una nota siglata – almeno ufficialmente – dal Partito nazionale che evidenzia gli impegni “anche di componenti dell’assemblea regionale legati allo svolgimento dell’Assemblea” romana “che si esprimerà sul Congresso nazionale”.

Certo è vero che molti dem – come scritto nella giustificazione – magari sono stati impegnati a preparare gli ultimi provvedimenti da licenziare in Consiglio regionale. Ma è pur vero che questo rinvio cade a fagiolo – politicamente parlando – perchè ormai si è prossimi al 26 novembre, data in cui si conoscerà l’esito del ricorso del presidente Pittella alla Corte di Cassazione. Il pronunciamento potrebbe infatti riabilitare il presidente attualmente sospeso dalla carica anche nel senso di una ricandidatura per il bis, non ancora del tutto esclusa dai suoi.

Sulla linea dell’Election Day – quindi del voto a maggio – c’è sicuramente il segretario dei Socialisti lucani Livio Valvano. Meno favorevole tra i dem è invece Piero Lacorazza così come Vito Santarsiero.

L’incertezza sulla data del voto induce anche il senatore forzista Moles a tenere ben salda la mano sul freno. Tutto questo mentre gli alleati di centrodestra – Lega e FdI – scalpitano per conoscere i nomi dei potenziali candidati che il senatore ha sottoposto all’attenzione di Berlusconi e Tajani che hanno riunito a palazzo Grazioli i coordinamenti territoriali.

Inutile ricordare che chi si dice già pronto alla campagna – in verità iniziata da tempo – sono i 5Stelle. Con Antonio Mattia che da Potenza ricorda che “se per ragioni formali non è più possibile votare il 13 gennaio e se si ritiene che, a causa delle cerimonie per Matera 2019, non sia opportuno votare il 20 gennaio, l’unica data utile, sulla quale il M5S sarà fermo e intransigente, è domenica 27 gennaio”. Da Roma a dare man forte al candidato Mattia – citando anche il parere dell’alleato di Governo – è Mirella Liuzzi: “Giuridicamente e costituzionalmente non è possibile andare a votare il 26 Maggio 2019 come richiesto dalla Regione Basilicata. Anche il Ministero degli Interni lo ha escluso. La Franconi DEVE convocare nelle prossime ore UFFICIALMENTE i comizi elettorali”.

 

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