Basilicata. Parla l’ex presidente della Regione, Tonio Boccia: “è il momento di internazionalizzare”

L’ex governatore democristiano: Perché escludere che possa anche emergere un Bill Gates lucano?

“E’ il momento di ‘internazionalizzare’ la Basilicata. E’ un’opportunità ed una necessità. Quello che sta accadendo a Matera indica la strada da percorrere : un patrimonio regionale, messo a valore, da offrire all’attenzione del mondo per accrescere sviluppo ed occupazione qui da noi. Abbiamo altre ‘eccelenze’ nei diversi settori, pregevoli presenze istituzionali e diverse esperienze fatte in tutti i campi che possono essere messe a servizio della comunità internazionale per conseguire il medesimo obiettivo”.

Lo scrive in una lunga nota, l’ex presidente della Regione Basilicata Antonio Boccia (Dc). “Ci sono – ha aggiunto – potenzialità che, messe a valore, possono far partire un itinerario di internazionalizazione della Basilicata. Questa possibilità è anche una necessità: o imbocchiamo questa strada o avremo un futuro di sopravvivenza”. Nel rilevare che “la Basilicata negli ultimi 20 anni ha perso 30 mila abitanti”, Boccia ha spiegato che “emigrano i giovani in cerca di lavoro o per lavoro e conseguentemente diminuiscono le nascite. Qui sta il nocciolo della questione. Prendiamo atto che il ‘sistema’ lucano, in se stesso, non ha le condizioni per fermare l’emorragia. La nostra Università laurea mediamente 900 studenti all’anno (nell’ultimo triennio rispettivamente 901,862,891) più almeno altri 300 che si laureano in altre Università fa 1.200 giovani lucani laureati ogni anno. Il ‘sistema’ lucano ne riesce ad assorbire un paio di centinaia. Gli altri o si adattano a svolgere in regione lavori non attinenti al titolo di studio o, comunque, lavoricchiano, spesso a nero o sottopagati o restano disoccupati oppure, circa un migliaio all’anno, vanno fuori in cerca di lavoro o per lavoro. Più o meno la stessa cosa avviene per i diplomati e ancor più per i licenziati dagli Istituti professionali. Dobbiamo misurarci con questa realtà. Per invertire la tendenza verso il depauperamento demografico bisogna risolvere il problema non supplicando o concedendo sussidi assistenzialistici ma favorendo ed incentivando la creazione di posti di lavoro aggiuntivi rispetto a quelli che può assicurare l’attuale “sistema” lucano”.

“Lavorare qui e vendere altrove. Solo allargando i confini della nostra operatività e inserendoci in un contesto economico più esteso – ha continuato Boccia – possiamo ampliare strutturalmente la dotazione di posti di lavoro del nostro ‘sistema’. Occorre una sorta di ‘New Deal’, concentrando al massimo le risorse pubbliche e private disponibili verso un’unica direzione: investire nel settore ‘quaternario’ per utilizzare la globalizzazione. Puntiamo ad essere una regione del terziario avanzato e mettiamo la preparazione dei nostri giovani e tutto il potenziale di istituzioni ed esperienze che possediamo a servizio del mondo. Abbiamo già qualche lodevole esempio validamente funzionante di società che tengono qui la direzione, il cervello, e vendono progetti, servizi, assistenza in tutti i campi in giro per il mondo. Dimostrano che le opportunità sono migliori e più a buon mercato per le nostre PMI che non per le grandi aziende del Nord. Gli investimenti minimi sono relativamente bassi, i ritorni sono mediamente veloci, le competenze necessarie sono riscontrabili tra i nostri giovani. Prendiamo esempio, facciamo sistema, aiutiamo i giovani a mettere su nuove imprese. Investiamo sulla new economy facendo nascere studi, società, cooperative, gruppi associati, call center, agenzie, iniziative di e-marketing legate al web, alle nuove tecnologie ed ai network, siti informatici e qualsiasi cosa, digitale e non, serva a creare lavoro qui vendendo beni e servizi in ogni campo in Italia ed all’estero. Si dovrebbe fare una legge regionale per erogare incentivi a giovani, singoli o associati, che mettono su iniziative in questo ambito, così da far emergere anche le loro idee e le loro proposte e da favorire la nascita di nuove imprese. Perché escludere che possa anche emergere un Bill Gates lucano?”, ha concluso Boccia.

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