Regione Puglia, i Cinque Stelle accusano il presidente Loizzo di usare “metodi fascisti”

Insorgono gli altri gruppi: “Garantita la rappresentanza a tutte le forze politiche, i grillini si scusino”

In Consiglio regionale a Bari non si placa la polemica politica sui Cinque Stelle che accusano di metodi fascisti il presidente dell’assemblea Loizzo.

“Metodi fascisti” da parte del presidente del Consiglio regionale della Puglia Mario Loizzo, che avrebbe deciso di privare i Cinque Stelle della rappresentanza corretta nella settima Commissione consiliare. L’accusa arriva dai pentastellati, con tanto di manifesto sui social network, che ribadiscono di aver diritto a due posti, così come era stato fino a ora, nella Commissione Affari Istituzionali. La moltiplicazione delle componenti del gruppo misto ha invece portato i partiti rimasti esclusi dalla rappresentanza a chiedere un posto nella commissione che per prassi garantisce la presenza delle opposizioni. “La VII Commissione – spiega il capogruppo di Forza Italia, Nino Marmo – garantisce la rappresentanza di un componente per forza politica ed i colleghi Congedo (Fdi) e Caroppo (Lega), sebbene entrambi del Gruppo Misto, appartengono notoriamente a due partiti differenti. Negargli la partecipazione ai lavori della Commissione, quella sì che sarebbe stata una compressione della democrazia”. “Direzione Italia ha rinunciato ad avere un proprio rappresentante in quella commissione, proprio per consentire – sottolinea il capogruppo di Dit-Nci, Ignazio Zullo – alle minoranze e in particolare al Gruppo Misto di essere presente in un organismo di forte impatto sull’attività consiliare. La rappresentatività di tutte le parti in gioco nelle Istituzioni, il pluralismo ideologico e culturale non possono essere assoggettati al calcolo matematico né a rapporti di forza”. Da parte dei consiglieri regionali del Pd, Fabiano Amati e Sergio Blasi, infine la segnalazione rivolta al presidente del Consiglio regionale, Mario Loizzo sulla regolarità amministrativa nella Commissione consiliare antimafia, presieduta dal Movimento 5 Stelle: “La legge prescrive la durata annuale dell’incarico di presidente ed i cinquestelle omettono di presentare la relazione annuale sull’attività svolta bloccando il rinnovo”.

Share Button