Tap, Emiliano: “Si può fare ancora qualcosa, Conte sposti l’approdo per decreto”

Il governatore pugliese torna a pungolare i Cinque Stelle sul gasdotto. Il parere del Ministero dell’Ambiente slitta di qualche giorno

Tap, slitta di qualche giorno la decisione del ministero dell’Ambiente sui rilievi presentati dal sindaco di Melendugno Marco Potì. Ed Emiliano torna all’attacco: Conte sposti l’approdo del gasdotto con un decreto.

Spostare l’approdo del Tap da San Foca a Brindisi per decreto. La proposta arriva dal presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, che sfida il Governo a trovare una soluzione almeno per salvare la questione ambientale. “Convocherei un tavolo tecnico con il premier Conte, il ministro dello Sviluppo economico Di Maio e quello dell ‘Ambiente Costa. E in quella sede i miei tecnici spiegherebbero cosa si può fare per risolvere la questione Tap e anche quella delle emissioni inquinanti dell’Ilva”. “Bisogna intervenire – spiega – con un decreto legge, che contenga tutte le autorizzazioni ambientali così da compattare i tempi. E il testo dovrebbe prevedere lo spostamento dell’approdo del Tap a Mesagne, dove esiste già la rete nazionale del gas Snam che arriva fino a Taranto. Da lì si potrebbe portare il gas fino all’Ilva, dando vita alla decarbonizzazione dell’acciaieria”. Intanto slitta di qualche giorno il responso del Ministero dell’Ambiente sulla questione di illegittimità delle azioni di Tap sollevata dal sindaco di Melendugno Marco Potì. Fonti del Ministero spiegano che i tecnici non riusciranno a dare entro oggi il parere definitivo sulla correttezza dell’iter amministrativo del progetto, e che saranno necessari alcuni giorni. Gli uffici stanno ricontrollando tutto l’iter autorizzativo dei lavori, alla luce anche della nuova documentazione portata lunedì sera dal sindaco di Melendugno. Il primo cittadino del comune in provincia di Lecce, dove dovrebbe arrivare la tubazione sottomarina, aveva portato nuovo materiale su presunte irregolarità della Tap nel corso di un incontro lunedì sera a Palazzo Chigi con il premier Giuseppe Conte e i ministri del Mezzogiorno, Barbara Lezzi (M5S), e dell’Ambiente, Sergio Costa (M5S). Oggi il ministro Costa, a margine di un evento a Roma, aveva detto che i suoi uffici stavano lavorando intensamente e che sperava di poter dare la risposta finale entro oggi. Il Ministero dell’Ambiente deve accertare in particolare se, al momento dell’autorizzazione ai lavori della Tap, era stata presa in adeguata considerazione la tutela della posidonia, alga protetta da normative europee. Il dossier Tap era già stato controllato dal Ministero la scorsa estate e non erano emerse irregolarità.

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