Bari. Inchiesta su Torre Quetta: opposizione in consiglio chiede le dimissioni dell’assessore Palone

Una bufera politica e non di sicuro giudiziaria, è quella che si è abbattuta sull’assessore alle Attività produttive del Comune di Bari, Carla Palone, dopo l’avvio dell’inchiesta sulla spiaggia di Torre Quetta.

Nei giorni scorsi, infatti, è finita nel mirino della Magistratura la procedura per la concessione di un’area del lido pubblico a Sudest del litorale cittadino, secondo gli inquirenti, nello stesso giorno in cui quel suolo era stato sottoposto a sequestro. Un errore quindi di carattere amministrativo, su cui però, l’assessore avrebbe dovuto vigilare, come dichiarato dal consigliere comunale, Michele Caradonna che ora ne chiede le dimissioni. Nell’inchiesta, sono stati indagati l’ex comandante della Polizia locale, Stefano Donati, a capo della ripartizione Attività economiche, l’allora funzionaria del settore Sviluppo economico del Comune, Isabella Loconte e Paolo Bellino, legale rappresentante della cooperativa Splendor. Tra gli indagati quindi non compare il nome dell’assessore Palone, nonostante questo, Michele Caradonna sottolinea: “Sarebbe eticamente e moralmente corretto che l’assessore alla Ripartizione finita sotto la lente della Procura, si dimettesse anche perché rea di non essere riuscita ad attivare un piano serio di controllo e di promozione del commercio, oltre ad aver mandato in malora il Mercato agroalimentare barese. Ora la magistratura potrà accertare anche eventuali responsabilità e pertanto, ritengo opportuno che le persone, attualmente indagate dalle autorità, debbano essere trasferite, in attesa che l’iter procedurale faccia il suo corso, in altri uffici al fine di garantire quella trasparenza amministrativa tanto decantata dal sindaco Decaro. Ritengo che le dimissioni, soprattutto nel caso ci dovesse essere il rinvio a giudizio degli indagati – ha consluso il consigliere comunale – siano un atto dovuto, anche per rispetto alla città e all’amministrazione”.

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