Petrolio. Sulla ricontrattazione delle Royalties lucane, Santarsiero e Polese replicano a Di Maio

Le parole pesano. Sopratutto se a pronunciarle, pure nell’ambito di una manifestazione elettorale, come quella di domenica sera a Potenza è il vicepremier responsabile del Ministero dello Sviluppo economico.

Il nervo scoperto – in Basilicata – è rappresentato dal tema petrolio che incide in maniera significativa sia sull’economia che sulla salute del territorio e dei cittadini che lo abitano. E il ministro Luigi Di Maio in piazza Matteotti si è rivolto ai “lucani” che “in tutti questi anni, si sono sentiti traditi sulle estrazioni petrolifere”.

Per il vicepremier “Le trivellazioni hanno inquinato e impoverito economicamente il territorio con le risorse andate fuori” il suo impegno è dunque quello “di non firmare nessuna autorizzazione finché non ci sia un cambio di marcia e ci sarà diritto alla salute dei cittadini”.

Alla luce delle antiche battaglie “ambientaliste” del Movimento (prima di entrare a Palazzo Chigi), pare che oltre al bagno di folla, il ministro a Potenza abbia fatto un “bagno di realismo” come ha commentato qualcuno nei Social.

A reagire nell’immediatezza sono stati nell’ordine alcuni degli esponenti dem lucani come il senatore Margiotta e il consigliere Lacorazza. I quali, come del resto ha detto il presidente del Consiglio regionale Vito Santarsiero ricordano che “più volte” l’assemblea regionale si è espressa “ponendo un limite alle estrazioni e ai pozzi rispetto a quanto già autorizzato”. Così come lo stesso Parlamento “si è dichiarato su tali limiti con un ordine del giorno approvato dalla Camera” e “uguali norme e prese di posizioni rigorosissime vi sono state a favore della tutela della salute e del rigoroso rispetto delle norme ambientali”.

Sulla spesa delle royalties Santarsiero ricorda pure che sono già utilizzati in Regione “in particolare, una parte di essi sono stati adoperati per il reddito di inserimento che sta già assicurando a circa 3.000 famiglie lucane in condizione di disagio una indennità di 500 euro al mese”.

Norme attivate in silenzio, nel rispetto dei cittadini e ben prima dello sbandierato reddito nazionale di cittadinanza di cui ancora oggi non si conoscono tempistica e modalità.

Più politico l’intervento del segretario del PD regionale Polese secondo il quale “Di Maio ha come al solito smentito se stesso e le battaglie no-triv del Movimento 5 Stelle, asserendo che: ‘non verranno più concessi permessi alle compagnie petrolifere fin quando i soldi non siano tutti dei lucani’.

Anche Polese come Santarsiero ricorda che “il Governo regionale della Basilicata sfidando le multinazionali non ha autorizzato l’estrazione di un barile in più nè alcuna perforazione ulteriore, esattamente come garantito nel programma di questa legislatura”.

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