Emiliano a Conte” Non impugnate la legge sulla Partecipazione della Regione Puglia”

Il governatore: “Auspico un’intesa per superare il giudizio”

Il governo nazionale vuole impugnare la legge sulla Partecipazione della Regione Puglia. Ed Emiliano scrive a Conte: “Troviamo un accordo che superi il giudizio della Consulta”.

E’ da sempre, insieme al reddito di dignità, uno dei cavalli di battaglia del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano. Eppure il Governo nazionale vorrebbe impegnare la legge regionale 28 del 2017, quella legge sulla partecipazione su cui la giunta pugliese ha puntato per marcare quella che considera una seria differenza rispetto al passato. Per qiuesto Emiliano ha scritto direttamente al premier Conte per individuare una soluzione di compromesso. “Io stesso – ha scritto Emiliano – avevo espresso peraltro, piena disponibilità ad adottare correttivi di legge. Tale impegno non è stato preso in considerazione, ma lo confermiamo, permanendo la speranza che oggi si possa dialogare e quindi arrivare a un’intesa che superi il giudizio dinanzi alla Corte Costituzionale”. “L’impugnazione – scrive Emiliano – è un tentativo di restringere il ruolo delle Regioni in materia ambientale, confinandolo a mero esercizio di ratifica delle decisioni assunte in sede statale, senza facoltà di concertazione, né di ascolto delle comunità locali a monte di qualsiasi decisione, per consentire all’organo regionale competente di esprimere l’intesa alla competente autorità nazionale”. “Ma il ruolo delle Regioni – prosegue Emiliano – non può essere considerato un intralcio nell’attuazione degli obiettivi della politica ambientale, ed in particolare di quella energetica nazionale. Questa posizione, che è stata il cuore della teoria di revisione costituzionale, (in particolare del Titolo V) del precedente Governo, ha determinato conflitti enormi con le Regioni, con i territori, i Sindaci spingendo 5 consigli regionali, (fatto mai avvenuto nella storia), a indire un referendum sulle trivellazioni nel tentativo di ripristinare quel confronto negato, che oggi mi auguro possa riaprirsi”. “Perché la politica – prosegue – per recuperare credibilità ed essere portatrice di grandi cambiamenti, necessita di partecipazione, ascolto delle comunità locali, e tale partecipazione non può essere conculcata. Se fosse stata applicata in passato una legge sulla partecipazione, siamo certi che conflitti come quello determinatosi sulla scelta dell’approdo Tap, si sarebbero potuti evitare, concertando la soluzione migliore per questa opera strategica, che non può essere certamente l’approdo in una delle spiagge più belle della Puglia”. “I cittadini pugliesi – conclude – mi hanno chiesto di difendere e di far rispettare il principio di democrazia partecipativa, quando abbiamo scritto il nostro programma di Governo dal basso, in un percorso di partecipazione che ha toccato tutti i territori, coinvolgendo 4 mila pugliesi”.

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