Bando Periferie. Anci diserta ancora l’Unificata, venerdì (forse) un nuovo incontro con il Governo

Continua il braccio di ferro tra i sindaci ed il Governo sul Bando periferie. Uscendo da Palazzo Chigi dove ha partecipato all’incontro con il ministro per il Sud Barbara Lezzi sulla prossima programmazione dei Fondi Europei, il presidente dell’Anci Antonio Decaro dice di aver ribadito al ministro per gli Affari regionali Erika Stefani che i sindaci avrebbero disertato ancora la Conferenza unificata.

“Noi tutti siamo pronti a fare ricorso al Tar e stiamo chiedendo alle Regioni di fare altrettanto con la Corte Costituzionale, come hanno fatto finora Toscana, Puglia, Emilia Romagna e Sicilia” ha dichiarato il presidente Anci incassando anche la solidarietà del presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini per il quale lo stop al Bando Periferie è “incomprensibile”.

Con ogni probabilità venerdì, Anci e Governo torneranno ad incontrarsi presumibilmente a margine del confronto sul Def.

Erika Stefani alla Camera

Intanto alla Camera il ministro per gli affari regionali Erika Stefani si è detta dispiaciuta per l’interruzione dei rapporti istituzionali da parte dell’associazione dei comuni verso l’esecutivo e annuncia che “in ragione anche degli impegni assunti dal Presidente del Consiglio nell’incontro con l’Anci dell’11 settembre” intende adottare specifiche misure destinate alla legge di bilancio 2018 “per garantire, compatibilmente con una più efficace allocazione delle risorse a disposizione, soluzioni idonee alle istanze degli enti locali interessati, aggiudicatari degli interventi finanziati a valere sul fondo periferie”.

“Nel frattempo” ha aggiunto “il Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato ha adottato un’apposita circolare per consentire l’immediato utilizzo per spese di investimento degli avanzi di comuni, province e città metropolitane. La presente sede” ha concluso “mi offre pure la occasione di poter esprimere una mia considerazione in merito alla comunicazione di Anci di escludere la propria partecipazione alle sedute in particolare della Conferenza Unificata. Ho invitato personalmente il presidente a voler ripensare a tale forma di protesta che comporta il blocco dell’esame di provvedimenti importanti di assoluto interesse di Regioni Province e degli stessi comuni. La Conferenza Unificata non rappresenta in se’ il Governo ma l’istituzione dove i vari enti partecipano alla formazione degli atti. Purtroppo l’invito non ha avuto esito positivo”.

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