Via libera alla legge elettorale lucana

Il Consiglio regionale approva le modifiche dopo le osservazioni avanzate dal Ministero dell’Interno

Attese da giorni, il Consiglio regionale lucano ha approvato a maggioranza le modifiche alla legge elettorale sulla base delle osservazioni di metà settembre poste dal Ministero dell’Interno

I lavori del parlamentino, come visto di recente, sono slittati di qualche ora ed accompagnati dal nervosismo tra i consiglieri in merito alla copertura finanziaria di alcune proposte di legge iscritte all’ordine del giorno, un tema che sarà oggetto della riunione dei capigruppo fissata per martedì prossimo. Poi, finalmente il via libera alla legge elettorale, dove in linea con lo Statuto viene confermato il sistema maggioritario con l’elezione diretta del presidente della Regione. Tra i banchi del Consiglio vi entrerà anche il candidato presidente della coalizione arrivata seconda. Come in passato, i restanti 19 seggi verranno attribuiti con criterio proporzionale alle liste delle due circoscrizioni provinciali di Potenza e Matera.

La novità più importante è la soglia o dir si voglia “clausola” di sbarramento per le coalizioni: rispetto al primo testo approvato a metà agosto, nel quale si prevedeva la partecipazione di liste con qualunque percentuale se avessero raggiunto l’8%, adesso sono ammesse all’assegnazione dei seggi le singole liste che ottengono almeno il 4% dei voti anche se facenti parte di coalizioni che abbiano ottenuto meno dell’8% dei voti.

Nella nuova legge elettorale spiccano inoltre la preferenza preferenza di genere, l’abolizione del listino ed il voto congiunto, ovvero la possibilità di votare per un candidato presidente e per una lista ad esso collegato. Mentre, per quanto riguarda la Consulta di garanzia, ovvero l’organismo che dovrà sovraintendere alle operazioni elettorali, si è deciso di eliminare ogni riferimento in attesa della legge che lo istituirà. In ogni caso, sarebbe entrato in vigore dalla prossima tornata.

Trovate le regole del gioco, la curiosità è sulla data delle urne che sarà comunicata dal Viminale: tutto fa pensare al prossimo 13 o 20 gennaio, tempistica in linea con quanto previsto dalla scadenza naturale della legislatura. Altra ipotesi sarebbe un rinvio di qualche settimana.

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