Legge elettorale lucana. Via libera dal Consiglio regionale

Il Consiglio regionale lucano ha approvato a maggioranza le modifiche alla legge elettorale sulla base delle osservazioni di metà settembre poste dal Ministero dell’Interno: per la precisione quattro e che riguardavano il meccanismo di calcolo dei voti per il candidato presidente collegato ad una sola lista, le modalità di sostituzione del candidato presidente della coalizione classificatasi seconda, in caso di dimissioni, le competenze della Consulta di garanzia e la necessità di prevedere una soglia di sbarramento per concorrere all’assegnazione dei seggi anche per le liste delle coalizioni che non superano l’8 per cento. Modifiche a quanto previsto dall’Aula il 10 agosto scorso e sulla base di quanto vagliato una settimana fa in Commissione.

Cambiata la modalità di sostituzione del candidato presidente della coalizione classificatasi seconda, in caso di dimissioni o impedimento: “qualora – si legge tra le righe – il candidato presidente non eletto si dimetta dalla carica di consigliere, il seggio è assegnato con la regola dei maggiori resti tra i candidati al Consiglio regionale alla lista circoscrizionale cui è stato sottratto”. Per quanto riguarda la Consulta di garanzia, ovvero l’organismo previsto dal nuovo Statuto della Regione, che dovrà tra l’altro sovraintendere alle operazioni elettorali, la Commissione ha deciso di eliminare ogni riferimento, in attesa della legge che lo istituirà, stabilendone i compiti, stabilendo che l’ufficio centrale circoscrizionale “è costituito presso il Tribunale di ciascun capoluogo”, mentre l’ufficio centrale regionale “è costituito presso la Corte d’Appello del capoluogo”. Quanto all’ormai nota clausola di sbarramento, fissata al 3 per cento per le liste che non fanno parte di coalizioni secondo l’articolo 19, si chiarisce che “sono ammesse all’assegnazione dei seggi le liste circoscrizionali o gruppi di liste circoscrizionali che abbiano ottenuto, nell’intera regione, almeno il 4% dei voti validi, anche se facenti parte di coalizioni che abbiano ottenuto, nell’intera regione, meno dell’8% dei voti validi”.

I lavori del Consiglio, si sono aperti e poi posticipati tra le proteste sulla copertura finanziaria di alcune proposte di legge iscritte all’ordine del giorno. Tema che sarà oggetto di una riunione dei capigruppo fissata per martedì prossimo.

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