Di Maio. Dal clamore mediatico sulla vicenda “appulo-lucana” all’annuncio di una legge sull’editoria

Di Maio: ”una legge per garantire che gli editori siano puri e i giornalisti liberi di fare inchieste sulle magagne dei prenditori”.

Dopo la partecipazione di domenica del leader pentastellato Luigi Di Maio alla campionaria barese, con la polemica seguita alla diffusione del nostro fuorionda, definita dallo stesso ministro come una “speculazione giornalistica” la settimana prosegue in maniera a dir poco burrascosa.

“Giornalisti ignoranti o in malafede, o entrambi” ha scritto su Facebook “mi accusano di aver sbagliato a chiedere a Emiliano cosa stesse facendo per Matera, lasciando intendere che non sappia in che regione sia. Sono loro che non sanno che la Regione Puglia sta facendo e ricevendo investimenti milionari in vista dell’appuntamento con Matera capitale della Cultura”.

L’attacco è indirizzato sopratutto alla politica e ai governi precedenti che per Di Maio “non hanno mai garantito un collegamento ferroviario con Matera, i treni quindi arriveranno a Bari e da lì o ci sarà il nuovo collegamento ferroviario o ci sarà un servizio di pullman per portare i turisti” nella Capitale europea della Cultura aggiunge, elencando poi quanto la Regione Puglia di Emiliano stia facendo per prepararsi all’appuntamento “materano”.

Quel che scrive il vicepremier (“i politicanti del Pd che riprendono questa fake news sono peggio di loro” ndr ‘i giornalisti’) è in parte mitigato dal sorriso e da un approccio apparentemente più mite nel corso delle dichiarazioni rilasciate a voce alla stampa.

Certo il clamore intorno alla vicenda “appulo-lucana” è stato solo la “ciliegina sulla torta” di un rapporto non proprio idilliaco tra i giornali e il mondo grillino, ora forza di Governo, tanto da indurre Di Maio alla denuncia della “operazione di discredito verso” il nuovo esecutivo.

Per questo ha annunciato ”una legge per garantire che gli editori siano puri e i giornalisti liberi di fare inchieste sulle magagne dei prenditori”.

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