#PittellaDimettiti. Replica di Bolognetti dei Radicali e del gruppo PD regionale al 5Stelle Mattia

In attesa dei tempi necessari alla giustizia per dipanare la complicata matassa giudiziaria che ha investito la Sanità lucana, è la politica che guarda alle scadenze elettorali ad animare il dibattito sulla stampa (e nei Social)

Il posto di Antonio Mattia (M5S) con la richiesta di dimissioni di Pittella

Dopo la richiesta di dimissioni del presidente Pittella (sospeso dalla carica), ristretto ai domiciliari proprio nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Matera, avanzata dal candidato alla Regione per i 5Stelle, Antonio Mattia, arrivano le repliche, nell’ordine di Maurizio Bolognetti, anch’egli candidato a presidente della Regione e di consiglieri ed assessori della maggioranza consiliare.

Il primo replicando alla campagna #PittellaDimettiti che in questi giorni sta circolando molto nel Social network, diramata da Mattia chiede ai parlamentari lucani pentastellati di fare altrettanto.

“Visto che in queste ore è di moda avanzare richieste di dimissioni” scrive Bolognetti “io vorrei pregare gentilmente Petrocelli, Liuzzi, Rospi e tutto quel ceto dirigente pentastellato lucano, che ha taciuto quando nel giugno 2015 denunciavo una possibile perdita di idrocarburi dal Centro Olio Val d’Agri, di ritirarsi a vita privata”.

Bolognetti punta il dito sulla “politica del doppio binario” praticata dal M5S “in Basilicata come a Taranto” e in tutta Italia, quella cioè “delle cose dette in piazza per raccattare voti e quella delle cose fatte o, verrebbe da dire, non fatte”.

Maurizio Bolognetti (Radicali)

Il radicale in merito alla “vicenda Pittella” ricorda a tutti: “la domanda che dovremmo porci è una e una soltanto: due mesi di carcerazione preventiva, sia pure ai domiciliari, non sono una roba che sa di regime?”.

Bolognetti “per oltre 30 anni, al fianco di Marco Pannella” forte della sua storia fatta di battaglie e denunce, conclude che “il do ut des praticato dai magistrati nei confronti di Marcello Pittella” lo rende inquieto.

Di altro tenore la replica ai 5Stelle diramata dal nutrito gruppo di maggioranza in giunta e consiglio regionale (Antonio Bochicchio, Luca Braia, Carmine Miranda Castelgrande, Roberto Cifarelli, Paolo Galante, Vito Giuzio, Franco Mollica, Aurelio Pace, Francesco Pietrantuono, Mario Polese, Vincenzo Robortella, Giuseppe Soranno e Achille Spada).

“Se non fosse che parla il candidato alla presidenza della Regione Basilicata ci sarebbe quasi da aver tenerezza di Antonio Mattia” affermano in una nota congiunta assessori e consiglieri “dispiace leggere tanto qualunquismo e tanta superficialità tutta insieme in poche frasi da parte di chi si candida a governare la Basilicata”.

Mattia passa dagli slogan al giustizialismo più becero chiedendo al governatore Marcello Pittella di dimettersi e adducendo valutazioni tutte di carattere elettoralistico.

“A Mattia ricordiamo che la richiesta di dimissioni al governatore è stata già discussa e votata in Consiglio regionale cioè nella massima espressione legislativa e politica della Basilicata. In quella sede dopo un dibattito acceso il Consiglio regionale ha respinto la richiesta di dimissioni decidendo di rispettare il principio garantista sancito dalla nostra Costituzione in cui tutti i cittadini italiani, nessuno esclusi, sono innocenti fino al terzo grado di giudizio”.

Marcello Pittella con Mario Polese all’ultima assemblea del PD

Per la maggioranza consiliare lucana l’assemblea “non è ostaggio di nulla e di nessuno” dal momento che “è stata eletta da decine di migliaia di elettori e sta concludendo la propria attività legislativa in piena autonomia e in piena legittimità politica così come per rispetto delle leggi”.

“Il voto degli elettori va rispettato” rimarcano “come va rispettato Marcello Pittella eletto da centinaia di migliaia di lucani e non da poche decine di elettori sui social”.

“Poi” proseguono “se il candidato governatore è preoccupato di non votare subito perché nel frattempo il Governo del cambiamento sta mostrando tutta l’inadeguatezza e tutta la pochezza della maggioranza e dei 5 stelle e che quindi con il passare delle settimane risulterà sempre più evidente che le bugie e gli slogan hanno le gambe corte non è un problema della democrazia e della politica lucana”.

Il gruppo di centrosinistra firmatario della replica a Mattia “confida che i cittadini quando saranno chiamati alle urne per rinnovare l’amministrazione regionale sapranno ben valutare”.

“Mattia” aggiungono i consiglieri “propone le dimissioni in blocco dell’intero consiglio, ma non spiega come mai i consiglieri del Movimento 5 Stelle non si siano dimessi il giorno dopo la notizia di quanto capitato al Presidente Pittella. Non si commenta poi il riferimento alla vicepresidente della Regione, assessore Franconi che essendo una ‘tecnica’ non dovrebbe governare. Ci chiediamo soltanto se Mattia” concludono “è a conoscenza del fatto che il Governo pentastellato è guidato dal premier Conte che al netto degli slogan da campagna elettorale degli stessi grillini non è stato eletto ma nominato”.

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