Comuni contro il Governo: Bando Periferie congelato dal Milleproroghe - trmtv

Comuni contro il Governo: Bando Periferie congelato dal Milleproroghe

Il PD denuncia lo “scippo” ma ha votato sì. M5s: è il colmo, diamo invece più soldi

Il Milleproroghe è stato approvato al Senato con 114 sì, 110 no e 10 astenuti. Il prossimo 11 settembre, alla ripresa dei lavori parlamentari, verrà votato anche dalla Camera

E’ quasi braccio di ferro tra Governo e sindaci sulla vicenda del bando periferie, stoppato dal decreto Milleproroghe per due anni, che relegherebbe alle amministrazioni comunali la gestione di pagamenti già definiti.

La norma, varata dal governo Renzi e completata a dicembre scorso da Gentiloni, prevede convenzioni per opere da realizzare in ben 96 tra città e aree metropolitane, da estendere ad altre 120 realtà urbane. Un reticolo fitto di progetti, per i quali sono in ballo quasi 4 miliardi di euro, di cui 2,1 statali e quasi altrettanti provenienti da fondi regionali e investimenti.

Con l’Anci si schiera il PD, che denuncia lo “scippo”. Ma sulla posizione dei Dem nasce un caso, perché si scopre che la norma incriminata è stata votata al Senato all’unanimità.

“Non me lo spiego”, attacca il sindaco di Firenze Dario Nardella. E i senatori PD Alan Ferrari e Stefano Collina diramano una nota per spiegare: “Il testo è involuto e formalmente assegna nuove risorse ma se le intenzioni del governo sono truffaldine faremo di tutto per cambiare il provvedimento”.

“E’ il colmo” ribatte però dal governo la sottosegretaria M5s Laura Castelli “che il Pd oggi ci attacchi. Si sblocca finalmente un miliardo di euro per investimenti degli 8000 enti locali”.

Il M5S anche in una nota diffusa da Genova rivendica di avere in realtà “invertito la rotta rispetto ai disastri del Pd: non verranno a mancare in alcun modo i fondi destinati alle periferie relativi ai progetti locali che non hanno ancora i presupposti per poter essere approvati. Sono somme che comunque non verrebbero spese alla luce della sentenza della Consulta 74 del 2018, che ha rilevato l’illegittimità della gestione centralistica del Fondo previsto per meno di 100 Comuni”.

Il vicepremier Di Maio: “Non abbiamo bloccato il fondo, siamo dalla parte dei sindaci”

In ogni caso contro il paventato stop si ribella l’Anci, l’Associazione che racchiude pressoché la totalità dei comuni italiani, che ventila l’uso delle maniere forti: “Quello del governo è un furto con destrezza. Le amministrazioni hanno già avviato attività di progettazione quando non anche le gare; quei 96 sindaci potrebbero diffidare la presidenza del Consiglio ad adempiere a quanto deciso e sottoscritto dal governo”, avverte il presidente Antonio Decaro.

Duro anche l’ex premier Gentiloni, secondo il quale “l’ossessione di smontare le decisioni dei governi precedenti ora prende di mira le periferie. Togliere i soldi alle città per ripicca politica sarebbe una follia, una delle tante”.

Le reazioni dalla Basilicata

Presidente ANCI Basilicata

Dall’Anci di Basilicata, il presidente Salvatore Adduce si eleva alla protesta del capo nazionale dell’associazione dei Comuni Decaro e critica la decisione dell’esecutivo nazionale, “Anche i sindaci che hanno già sottoscritto le convenzioni dei finanziamenti del ‘bando periferie’ potrebbero non poter avviare gli appalti delle opere programmate” sottolinea in una nota riferendosi al caso di Matera e di altre 120 città italiane che “si vedranno congelate le convenzioni fino al 2020. Occorre porre rimedio a questa assurda situazione che potrebbe provocare una catena di contenziosi” sottolinea Adduce “visto che molti comuni hanno già avviato le procedure”.

A Potenza il provvedimento del riparto delle risorse destinate al recupero delle periferie dei Comuni, se non sarà

Domenico Esposito amministratore dell’Ater di Potenza (a destra) con il sindaco De Luca (al centro)

modificato, avrà ripercussioni pesanti soprattutto sul futuro del “Programma Bucaletto” dice dall’Ater del capoluogo l’amministratore Domenico Esposito che insieme allo staff tecnico ha fatto una prima preoccupata valutazione dal momento “che l’intero Programma Bucaletto – che il Comune ha candidato al Programma nazionale ottenendo un punteggio tra i più alti – con una previsione di spesa di 18 milioni di euro complessivi (10 milioni per la costruzione di 100 nuovi alloggi e 8 milioni per la qualificazione della “Cittadella” con servizi ai cittadini) rischia uno stop. “Inoltre” aggiunge Esposito “solo un mese fa è stato presentato da Regione, Comune di Potenza ed Ater un bando che è il risultato di un accordo di programma finanziato con circa quattro milioni di euro che prevede che attraverso una social card e contributi economici (da 300 a 400 euro al mese per nucleo familiare) ai cittadini che lasceranno i prefabbricati costruiti per affrontare l’emergenza abitativa successiva al terremoto del 1980”. Sono arrivate già oltre 80 domande – riferisce l’amministratore Ater di Potenza – e “non sappiamo cosa fare, perché se non saranno confermate le risorse nazionali il pericolo di fermare il bando è reale”.

Raffaello de Ruggieri – sindaco di Matera

Esprime stupore e rammarico il sindaco di Matera, Raffaello de Ruggieri, per il quale la decisione del Governo colpisce e penalizza in maniera determinante anche la Città dei Sassi a cui erano state assegnate risorse per 13 milioni e 600 mila euro. “In virtù del decreto approvato dal Governo Conte” aggiunge de Ruggieri “non potranno essere realizzate opere ritenute essenziali per Matera 2019 come la riqualificazione della villa comunale, i lavori di completamento del Parco del Castello, l’intervento di rigenerazione urbana del Rione Piccianello, la sistemazione delle strade di accesso all’area ex Barilla con la riqualificazione della stazione della metropolitana di superficie che sorge in quella zona e la realizzazione della ‘biblioteca Sacco’ attraverso la ristrutturazione dell’immobile della delegazione comunale del Rione Spine Bianche”. Secondo il sindaco della Capitale europea della Cultura 2019 saltano inoltre gli investimenti previsti (5 milioni di euro) per il verde pubblico, per il Piano dello sport e per le iniziative di socializzazione culturale delle periferie.

I commenti del presidente Anci Basilicata Adduce e dei sindaci dei due capoluoghi

 

Il sindaco di Potenza, Dario De Luca è in attesa del “provvedimento governativo a settembre, per capire se vi sarà o meno lo slittamento sul finanziamento. Nel frattempo valuteremo” ha dichiarato “insieme alla Regione, se sarà il caso di sospendere le procedure relative al “sostegno ai fitti”. I cittadini che hanno presentato domanda non devono temere alcunché, in quanto, all’esito del provvedimento governativo, avranno la possibilità di ripensarci. L’ordinanza di sgombero sarà nel frattempo revocata”.

Sul versante politico il segretario del PD lucano Mario Polese parla di un vero e proprio “scippo” da parte del

Mario Polese – segretario PD Basilicata

Governo gialloverde ai danni di Potenza e Matera: “in particolare per la Basilicata erano previsti due canali di finanziamento che ora vanno perduti. Per Potenza erano stati accordati dal Governo Gentiloni 18 milioni di euro (che si aggiungevano ai 7 milioni circa di fondi regionali e privati) per il progetto di rigenerazione e innovazione sociale del quartiere di Bucaletto mentre per Matera l’accordo siglato prevedeva un finanziamento di 13,12 milioni di euro a fronte di altri 11,1 di fondi pubblici e privati per un progetto di rilancio dei centri culturali, della gestione del verde urbano al fine di migliorare la qualità della vita nelle periferie”. “Poco conta” conclude Polese “che il Governo abbia detto che sono fondi solo congelati a dopo il 2020. E’ chiara la volontà di scippare i comuni di un provvedimento fondamentale perché evidentemente Di Maio e Salvini dopo mille promesse si sono accorti che non hanno i fondi per fare nulla. Il PD della Basilicata è pronto a unirsi alle proteste già annunciate dai comuni penalizzati da questo colpo di mano giallo verde”.

Cosimo Muscaridola – segretario PD Matera

Fa eco al segretario regionale anche quello cittadino di Matera Cosimo Muscaridola che parla di un disastro per il Sud causato dal  Governo a trazione leghista: “dove sono” chiede Muscaridola “gli onorevoli pentastellati Liuzzi e Rospi, alleati di governo di Salvini?”. Per il segretario del PD materano infatti il “tutto sta accadendo nel silenzio assordante dei parlamentari cinquestelle sempre pronti a fare i censori della politica regionale e comunale ma totalmente assenti quando si tratta di difendere gli interessi del territorio. A giudicare da questi primi mesi il Governo cinquestelle sta sfoggiando solo passerelle e proclami riguardo all’impegno per Matera e pochi fatti. Il Vice Premier Di Maio e il Ministro Lezzi, giunti a Matera in pompa magna per bacchettare il governo cittadino non hanno nulla da eccepire? Il cambiamento promesso dai Legastellati opera esclusivamente nel senso del taglio alle risorse destinate al Sud” conclude Muscaridola “i cittadini materani e lucani sapranno giudicare a tempo debito”.

Roberto Speranza – coordinatore MdP – Articolo uno

Anche il coordinatore nazionale di Articolo uno – MdP, Roberto Speranza è critico con il Governo nazionale e parla di atto scellerato: “il primo regalo del governo Salvini Di Maio alla Basilicata è indigesto e consiste nel privare le città di Potenza e Matera di ingenti risorse per la riqualificazione urbana” ed annuncia una dura opposizione alla Camera (a Settembre il decreto dovrà essere votato dai Deputati NdR) contro questa scelta “che penalizza ingiustamente il nostro territorio”.

 

 

Di segno nettamente opposto la reazione del 5Stelle in Consiglio comunale di Matera, Antonio Materdomini che bolla quelle del sindaco de Ruggieri come “sterili polemiche”.

“A de Ruggieri che critica l’attuale governo” scrive in una nota il pentastellato “ricordiamo che i fondi annunciati e stanziati solo a metà dal precedente esecutivo erano stati promessi tramite una norma sulla quale è intervenuta una pronuncia di illegittimità costituzionale con sentenza della Consulta n.74 del 2018. Il Governo” prosegue Materdomini “con l’emendamento al decreto ha garantito l’immediato finanziamento dei primi 24 progetti che hanno ricevuto un punteggio superiore a 70/100 e, a seguito della sentenza, verranno analizzati anche i restanti progetti per valutare quali davvero possano avere una funzione di rilancio per le periferie”.

Antonio Materdomini – capogruppo M5S consiglio comunale Matera

“Vogliamo ribadire al sindaco e ai materani” prosegue il rappresentante materano del M5S “che il Governo del cambiamento è intervenuto per utilizzare le risorse stanziate con le convenzioni per gli anni 2018 e 2019, preoccupandosi non solo per alcuni dei progetti dei Comuni capoluogo che hanno partecipato al Bando, ma per tutti gli 8.000 Comuni d’Italia, al fine di consentire alle tante amministrazioni comunali di poterli utilizzare immediatamente per investimenti in opere pubbliche, secondo un criterio di premialità e di equità e nel rispetto di principi costituzionali. Forse De Ruggieri potrebbe aver ricevuto pressioni dal Pd per rilasciare queste dichiarazioni ma evidentemente” conclude il consigliere Materdomini “ignora che anche il Pd ha votato a favore di questo emendamento, che consentirà lo sblocco per tutti i Comuni di 140 milioni di euro per l’anno 2018, 320 milioni di euro per l’anno 2019, 350 milioni di euro per l’anno 2020 e 220 milioni di euro per l’anno 2021”.

Pasquale Pepe – Senatore Lega

In linea coi commenti degli esponenti 5Stelle anche il senatore lucano della Lega, Pasquale Pepe secondo il quale “il Pd mente, sapendo di mentire”. Secondo Pepe infatti il Pd di Renzi “ha promesso soldi che non poteva spendere. A dirlo è la sentenza numero 74/2018 della Corte Costituzionale, emessa nel mese di aprile, che dichiara incostituzionale il comma della finanziaria del 2016 che prevedeva fondi per la seconda parte dei Comuni partecipanti”. Riferendosi alla sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato “l’incostituzionalità del comma 140, dell’articolo 1 della legge n. 232 del 2016, il senatore lucano sottolinea che non è prevista “un’intesa con gli enti territoriali in relazione ai settori di spesa rientranti nelle materie di competenza regionale”.

Per rimediare a quella che Pepe definisce “una presa in giro del precedente Governo e sulla base della sentenza della Corte costituzionale” con l’emendamento in questione, votato all’unanimità dal Senato, “abbiamo liberato 2 mld di euro (prima bloccati dal Pd con l’assurda austerity imposta dalla legge di bilancio)”.

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