Basilicata. Il Consiglio regionale rinvia la discussione sulla legge elettorale

Lacorazza: “Sono proposte di buonsenso che stanno incontrando però molte resistenze”

Tra slittamenti, rinvii e ritardi la legge elettorale, al centro del dibattito dell’assemblea lucana, pare stenti a decollare. Tra qualche attrito nelle forze di maggioranza si cerca di varare le modifiche al testo.

Da sinistra i consiglieri regionali lucani Bochicchio (PSI) e Lacorazza (PD)

La maggioranza in Consiglio regionale tenta di portare a termine l’iter della legge elettorale lucana. L’orario di convocazione fissato alle ore 11.00 che slitta alle 12.45 come comunicato dal presidente Santarsiero suggerisce che ancora tra i capigruppo non c’è alcun accordo.

Intanto, come accaduto nel corso della precedente convocazione, fuori dall’aula il radicale Bolognetti protesta contro le modifiche proposte dalla maggioranza per mano del consigliere Piero Lacorazza “a pochi mesi dalle elezioni regionali d’autunno” bollandole come un “furto di democrazia e diritto”.

“C’è una raccomandazione del Consiglio europeo” ripete fino allo sfinimento Bolognetti che paventa di ricorrere allo stesso Consiglio “sull’opportunità di non cambiare le norme elettorali a meno di un anno, e qui invece ognuno tenta di modellare la legge in base alle sue esigenze, in vista delle prossime elezioni”.

Ed è nella stessa maggioranza di centrosinistra che si acuiscono le tensioni, con le punte polemiche dei Socialisti del segretario Valvano che martedì in conferenza stampa ha spiegato di voler fare ostruzionismo principalmente sulla base degli stessi motivi illustrati da Bolognetti, anche se, sempre Valvano rassicura: nessuna rottura della maggioranza.

Al momento dunque la situazione pare essere in stallo, al netto dei tentativi di mediazione tra le varie posizioni da parte del presidente Santarsiero e del segretario dem Polese. Il gruppo del PD pare comunque deciso a licenziare la legge elettorale, anche aprendo al voto di esponenti dell’opposizione, tentativo che appare tanto disperato quanto vano, stando alle dichiarazioni ad esempio i Fratelli d’Italia di Gianni Rosa o del consigliere e capo del gruppo misto Aurelio Pace.

Con questi chiari di luna all’orizzonte dunque si profila l’ennesimo rinvio.

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