Legge elettorale. Acceso dibattito della maggioranza alla vigilia del Consiglio regionale lucano - trmtv

Legge elettorale. Acceso dibattito della maggioranza alla vigilia del Consiglio regionale lucano

La lunga estate calda della politica lucana è resa sempre più afosa dal dibattito, tutto interno alle forze di centrosinistra in Consiglio regionale, sulla legge elettorale

C’è chi è contrario a mettere mano al testo, indipendentemente dalla natura delle modifiche da apportare a causa dei tempi stretti rispetto alla data del voto

Maurizio Bolognetti (Radicali lucani)

Su questa posizione è irremovibile il leader dei radicali lucani Maurizio Bolognetti: “è una vergogna” tuona in una nota “il voler discutere di modifica della legge elettorale, prescindendo da quel Codice di Buona Condotta in Materia Elettorale che il nostro Paese ha sottoscritto, ma la vergogna raddoppia” aggiunge “se consideriamo che il Consiglio regionale si accinge a farlo a ridosso del Ferragosto. Una roba non da Casta, ma da treccartari” e annuncia un nuovo sit-in in programma mercoledì 8 agosto in viale Verrastro in concomitanza della seduta dell’assemblea regionale prevista alle ore 11.00 che tornerà a discutere la proposta del consigliere PD Piero Lacorazza di modifica alla legge elettorale e allo statuto presentata da Michele Napoli.

In vista dell’appuntamento di domani il segretario dem Mario Polese riunisce i suoi, ma è Livio Valvano che ormai ha dichiarato guerra al piddino Lacorazza a scendere in trincea.

In conferenza stampa, il segretario dei Socialisti lucani, con accanto il consigliere regionale Bochicchio e l’assessore all’ambiente Pietrantuono ricorda che sin dalla campagna elettorale che nel 2013 insediò in Regione l’attuale maggioranza gli strumenti condivisi da subito erano proprio “la modifica dello Statuto e della legge elettorale”.

Livio Valvano (segretario PSI) in conferenza stampa

Già all’epoca del segretario PD Luongo insieme all’allora capogruppo Cifarelli e al presidente Pittella, ha ricordato Valvano, i Socialisti provarono a trovare un punto di compromesso, ad esempio sul vincolo del doppio mandato. Sulla presentazione del relativo ordine del giorno (presentato dalla maggioranza ed approvato il 15/12/2015) però proprio Lacorazza si astenne. “La discussione” commenta Valvano “è stata rinviata tatticamente” dal momento che oggi “a pochi mesi dalle elezioni si ripresenta in una forma inopportuna, su iniziativa di un solo consigliere regionale” Piero Lacorazza appunto.

Tanti sono i motivi di contrarietà – ha proseguito – che spingeranno i Socialisti a votare contro la Legge Elettorale “è falso” rimarca il segretario “l’obiettivo di voler cambiare la legge per il listino e la parità di genere” nel primo caso, spiega basta fare come nel 2010 ovvero “candidare 4 parlamentari di altre regioni che si dimetterebbero in caso di elezione, così da far scattare i candidati votati con le preferenze sulle liste” e nel secondo, quello cioè della parità di genere, al contrario di quanto previsto dalla proposta in discussione che secondo Valvano con il “doppio voto” ha il solo obiettivo di eleggere due consiglieri della stessa corrente con gli stessi voti. “La questione di genere é una scusa” sottolinea “perché si risolverebbe candidando il 50% di donne nelle liste”.

Questa discussione, conclude Valvano “non é una priorità per i lucani che hanno una pessima idea sulle ragioni per cui il dibattito politico è avvelenato su questo tema anziché, per esempio, sulla lotta alla povertà, o sulle liste di attesa in sanità, oppure su strade o sullo sviluppo delle piccole imprese”.

Piero Lacorazza (PD)

Lacorazza dal canto suo replica su Facebook “Ho avanzato una proposta” scrive “l’unica in discussione in Consiglio Regionale. Non ci sono alternative: o si vota per cambiare oppure no. Il resto sono chiacchiere, alibi e qualche minuto di celebrità condito da vanità interessata”. Per il consigliere PD “ci sono idee diverse sulla legge elettorale” ma due i punti fermi “abolizione del listino, doppia preferenza di genere. Per il resto il testo è a disposizione di tutti ma senza demagogia ed inganni”.

Parole destinate ad alimentare il fuoco delle polemiche, la resa dei conti mercoledì mattina nella seduta di Consiglio.

 

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