Regionali 2018. E’ corsa a quattro per il candidato presidente del Movimento 5 stelle di Basilicata

Sarà una corsa a quattro nel Movimento 5 stelle di Basilicata per la candidatura alla presidenza regionale, in vista dell’attesissimo appuntamento di Novembre.Dopo la votazione sul blog delle stelle, dove vi hanno partecipato solo 1357 iscritti, lunedì 6 Agosto dalle 10 alle 19 sempre sulla stessa piattaforma sarà possibile votare per colui o colei che guiderà la lista pentastellata verso il voto in Autunno.Ai quattro candidati più votati durante le cosidette “Regionarie” era stato dato tempo 48 ore per poter accettare la sfida. E così è stato. In pole position ci sono: i consiglieri regionali Perrino e Leggieri, rispettivamente uno dalla provincia di Matera e l’altro da quella potentina, già esperti della macchina amministrativa regionale dato il loro primo mandato in Viale Verrastro. Dal capoluogo lucano ci sarà anche Antonio Mattia, attivista 5 stelle, outsider del quartetto. E infine, l’unica donna a contendersi la candidatura alla presidenza, è la giovanissima Maria Grazia Donvito, originaria di Pisticci, cittadina già vivaio del movimento 5 stelle con la sindaca Viviana Verri. I candidati potranno ricevere una sola preferenza da chi è residente in Basilicata e iscritto al Movimento.E’ quindi il gruppo grillino lucano il più organizzato. Il centrodestra sta ancora trovando tutti i pezzi per comporre la macchina per poter partecipare alla corsa.Il Partito democratico invece, in silenzio, cerca di incollare i cocci rotti anche dopo le votazioni per le segreterie provinciali dato che non è stata possibile l’ elezione degli organismi interni all’assemblea provinciale (ovvero il Presidente dell’ Assemblea, il Tesoriere e la Direzione; e questo- secondo una nota stampa di alcuni componenti dell’assemblea provinciale- rappresenta un inspiegabile freno a una necessaria definizione organizzativa del Partito nella Provincia di Matera. O il PD cambia passo – dicono- e si rimette in cammino, utilizzando in primis i nuovi eletti negli organismi assembleari dei circoli, delle province e della Regione, senza paure e con orgoglio, o brucerà quel residuo di fiducia che ancora esiste e che dovrà essere alimentato e rigenerato con metodi nuovi, atteggiamenti inclusivi che provano a fare sintesi e unità garantendo a tutte le sensibilità un coinvolgimento e protagonismo attivo.

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