Potenza. Consiglio regionale diviso sull’approvazione della legge elettorale: discussione rinviata

Legge elettorale regionale, rinviata la discussione su proposta di Vito Giuzio, capogruppo PD. Sarà calendarizzata dalla conferenza dei capigruppo

Dopo lo slittamento dell’inizio dei lavori alle 15.00 del pomeriggio, causato dalla lunga riunione di maggioranza per sciogliere alcuni dei nodi rispetto all’approvazione della legge elettorale con le modifiche proposte da Piero Lacorazza, è Vito Giuzio, capogruppo dem in Consiglio in apertura di seduta ad anticipare la formale proposta di rinvio dei primi due punti all’ordine del giorno sulle modifiche della legge elettorale e dello Statuto regionale, rispettivamente depositate da Lacorazza (PD) e Napoli (FI).

Maurizio Bolognetti – segretario radicali lucani

In mattinata, fuori dall’aula ha manifestato con un volantinaggio e un sit-in di protesta la propria contrarietà alle modifiche a soli 4 mesi dal voto, il segretario radicale Bolognetti (che ha ricordato come anche il Consiglio d’Europa indichi il termine minimo di un anno per le modifiche delle regole rispetto all’appuntamento con le urne). Sulla stessa linea anche il segretario dei socialisti Valvano che aggiunge “Forzare oggi significa comunicare l’idea distorta di un sistema che si preoccupa di salvaguardare se stesso, a prescindere dal merito dei cambiamenti ipotizzati nel DDL in discussione che i socialisti non voteranno”.

Ad intervenire in aula – e insorgere come Lacorazza ad esempio – rispetto alla proposta di rinvio del capogruppo Giuzio e per replicare alle parole di chi si oppone alle modifiche sono nell’ordine proprio gli ultimi tre presidenti del consiglio regionale: prima Lacorazza che evidenzia la necessità di superare il listino ed assicurare la rappresentanza di genere in assemblea con la doppia preferenza.

“Il tema non è” rammenta Lacorazza, che “mancano pochi mesi. Perchè l’elezione diretta del presidente della Giunta regionale era ed è nello Statuto così come il tema della parità di genere” e rivolgendosi a chi “in queste ore sottolinea che l’idea di cambiamento elettorale nasconda una modalità di protezione di questo ceto politico” risponde che “non fa i conti con il merito delle questioni contenute nella legge”.

Piero Lacorazza (PD)

Sulla stessa linea è l’intervento dell’attuale presidente del Consiglio Santarsiero il quale con un “colpo di teatro” scende dallo scranno della presidenza per intervenire dai banchi per appellarsi al capogruppo PD Giuzio affinchè si votino le modifiche al più presto.

Poi prende la parola il penultimo dei presidenti dell’assemblea, Mollica per sollecitare la maggioranza ad aprire la discussione in maniera più collegiale con tutte le forze presenti in consiglio. Duro il commento dei 5Stelle Perrino e Leggieri “La tecnica del ping-pong spesso applicata alle proposte delle opposizioni viene oggi riproposta alle opposizioni interne al deflagrato partito democratico”.

“Non ce la sentiamo di fare previsioni sul futuro dell’atto e sull’esito di queste diatribe tutte interne al PD” aggiungono in una nota diramata alla chiusura dei lavori i due consiglieri pentastellati: “Una cosa è certa: la discussione sulla legge elettorale è la fotografia perfetta di questa maggioranza sciagurata che non ha fatto altro che navigare a vista in questa legislatura. Tanti gli iceberg che hanno lacerato l’imbarcazione di Pittella, naufragata definitivamente sugli scogli aguzzi dell’inchiesta ‘Suggello’”.

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