Inchiesta Sanità. Il Riesame conferma domiciliari, Pittella ricorre in Cassazione

I difensori Buccico e Cimadomo all’Ansa: proporremo ricorso in Cassazione

“Crediamo nell’estraneità del nostro assistito e, pertanto, conosciute le motivazioni, proporremo ricorso per cassazione”

Il presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella resta ai domiciliari nella sua residenza di Lauria. La decisione è stata presa dal Tribunale del Riesame di Potenza che ha respinto la richiesta di remissione in libertà presentata dai due difensori Emilio Nicola Buccico e Donatello Cimadomo.

Pesante il macigno come pesanti erano le motivazioni espresse nelle stanze del Tribunale di Matera dove la Procura il 6 luglio scorso, motivava la misura cautelare con il “concreto pericolo di reiterazione dei reati” anche alla luce della volontà manifestata da Pittella di ricandidarsi al Governo della Regione. Senza l’arresto ci sarebbe stato dunque il rischio di “continuare a favorire i suoi accoliti per un vantaggio di tipo elettorale”.

Sul versante istituzionale dunque il presidente Pittella resta sospeso dal suo ruolo in Giunta regionale – per effetto della Legge Severino che non consente di ricoprire incarichi ufficiali fino a che non viene risolta la vicenda giudiziaria – ma anche politicamente pare che il destino a breve termine, cioè quello di una ricandidatura politica alla guida della Regione per il centrosinistra, sia inevitabilmente segnato.

Dunque in attesa di conoscere gli ulteriori sviluppi della vicenda giudiziaria, dopo la notizia dell’annunciato ricorso da parte dei legali di Pittella alla Corte di Cassazione con un conseguente ulteriore allungamento dei tempi – 30/40 giorni – quella politica è tutta da scrivere, o meglio da riscrivere, visto che i tempi dall’ottica del centrosinistra non consentirebbero di indugiare ancora per molto in prospettiva elettorale.

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