Inchiesta Sanità. Il PD con Pittella, opposizioni sulle barricate guardano alle elezioni

Arrivano a bocce ferme, al termine di una lunga e pesantissima giornata per la politica lucana le reazioni più attese. Tra tutte quella del PD lucano di Marcello Pittella: “Siamo come sempre fiduciosi e rispettosi del lavoro della Magistratura” scrivono in una nota dopo che alcuni giorni fa, in un’assemblea con una settantina di sindaci, avevano sottoscritto un documento con cui si sosteneva la ricandidatura del governatore Marcello Pittella. “Consegniamo il nostro affetto al presidente Pittella, a cui esprimiamo la nostra solidarietà, non nutrendo alcun dubbio sul fatto che saprà dimostrare nelle sedi opportune la propria estraneità ai fatti contestati”.

A livelli più alti il Partito nazionale parla invece per bocca di Gennaro Migliore capogruppo dem in Commissione Affari costituzionali alla Camera e già sottosegretario alla Giustizia. Migliore dice di trovare “sinceramente singolare che la principale, se non unica, motivazione per l’arresto sia che un cittadino, che oggi è presidente in carica della Basilicata, manifesti la sua volontà di ricandidarsi”.

Parlano con una voce sola invece i promotori di quella che alle ultime elezioni politiche è stata una campagna all’insegna della “Pittellexit” ovvero i rappresentanti del M5S che in una nota congiunta di parlamentari, consiglieri regionali, sindaci e consiglieri eletti in Basilicata parlano sul piano politico e guardano alle prossime elezioni locali con il movimento “unica speranza che hanno i cittadini per riappropriarsi delle istituzioni pubbliche e per dare una prospettiva di vero cambiamento alla Basilicata”. Per i pentastellati i cittadini “come hanno già fatto il 4 marzo, dovranno fare una scelta forte e radicale di totale discontinuità con il passato, per aprire una nuova fase e mettere al centro il bene comune e la moralizzazione politica, economica, etica, sociale di tutta la Basilicata” e sottoscrivono una nota anticipata dai consiglieri regionali Leggieri e Perrino con cui si chiedono le dimissioni del governatore.

Sulla vicenda sono intervenuti anche gli esponenti al Governo nazionale. La prima a parlare nel pomeriggio di venerdì è stata il ministro della Salute, la pentastellata Giulia Grillo: ”basta con l’intreccio tra partiti e sanità” dice prima di annunciare che “seguirà con la massima attenzione gli sviluppi dell’inchiesta” che “getta un’ombra inquietante sulla gestione della sanità pubblica”.

I grillini (lucani e non) sognano di mettere la prima bandierina gialla in Regione Basilicata, ma non sono i soli. Guarda infatti alle prossime elezioni regionali anche il capo politico della Lega Matteo Salvini che in tarda serata dichiara “a prescindere dalle inchieste e dagli arresti delle scorse ore, Lega e Centrodestra si preparano a liberare la Basilicata alle prossime elezioni regionali. Vogliamo rimettere al centro gli interessi di tutti i Lucani e non solo di pochi affaristi”. Anche i leghisti dunque affilano le armi in vista del rinnovo al vertice della giunta e del consiglio regionale lucano mentre prende sempre più corpo l’ipotesi di una candidatura per il centrodestra del senatore Pasquale Pepe.

Sempre dal centrodestra è Giorgia Meloni dei Fratelli d’Italia che parla ai “cittadini della Basilicata” che meritano un “governo della Regione” guidato da “amministratori onesti e capaci di rispondere ai loro bisogni, al di là della tessera di partito”. “Fratelli d’Italia” chiosa Meloni “sarà in prima linea, come ha fatto in questi anni con decine di battaglie a difesa dei diritti dei molti contro gli interessi di pochi, per fare in modo che le prossime elezioni regionali siano l’occasione per rompere un sistema di potere che impedisce ad una terra straordinaria di crescere e sfruttare le sue grandi potenzialità”.

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