Direzione PD. Votata da tutti la fiducia al segretario Martina, le posizioni dei lucani e pugliesi

L’attesa direzione del PD tenuta ieri a Roma, a dispetto delle tensioni della vigilia si è conclusa con l’approvazione unanime della relazione del segretario reggente Martina che ha chiesto “fiducia, non sostegno di facciata” e uno stop agli odi e agli attacchi.

Così il partito ha ritrovato l’unità sulla mozione che in pratica accoglie anche le posizioni di Renzi e Rosato chiudendo definitivamente ai 5Stelle.

I pugliesi in direzione però, non si rassegnano: “Penso che Martina abbia preso atto del veto di Renzi a proseguire col Movimento 5 stelle ma io non mi rassegno a non parlare degli argomenti che sarebbero stati oggetto del confronto” dichiara il presidente della Puglia Michele Emiliano “Sosterremo Martina ma vigileremo perché non si faccia un governo con le destre e insisteremo perché col Movimento si riapra discussione nel merito”.

Pienamente soddisfatti invece i lucani di fede renziana, con in testa l’irriducibile Margiotta “Finalmente si mette la definitiva parola fine ad ogni ipotesi di trattativa per la formazione di un governo politico con il M5S” afferma “Siamo pronti a sederci intorno a un tavolo per discutere la modifica delle regole del gioco” ricorda “ma non siamo disposti in alcun modo a fare da stampella a chi ha vinto le elezioni e oggi si mostra incapace di gestire questa fase politica e di assumersi le responsabilità che derivano dall’aver conquistato il maggior numero di voti. E neanche si può pensare che il Pd, nonostante la sconfitta, tradisca la sua ragion d’essere che è la vocazione maggioritaria”.

Una domanda però a questo punto è legittima: “vocazione maggioritaria” è espressione molto bella nonché concetto assai nobile,  ma come si realizza questa vocazione in un sistema elettorale proporzionale?

Sulla linea renziana è tornato più convintamente anche Gianni Pittella: “Martina ha riportato la posizione della maggioranza del PD”.

Piero Lacorazza, membro lucano della direzione per il Fronte Dem di Emiliano durante l’incontro a Roma twitta ironicamente “se dovessi dare un titolo sarebbe questo: Direzione PD fatto un passo fermo”. Lacorazza come gli altri vota la sintesi finale del segretario (reggente).

https://twitter.com/pierolacorazza/status/992065298097459200

Nel frattempo il presidente della Repubblica aveva già convocato per lunedì i partiti per nuove consultazioni. “Non sarà facile fare una ammucchiata contro i Cinquestelle”, avverte Di Maio, ma intanto, in attesa di ripercorrere per l’ennesima volta la salita del Quirinale, i veti incrociati sembrano convergere sul suo nome. E torna a chiedere di tornare al voto a giugno mentre invece Salvini si dice disponibile ad un eventuale preincarico per provare a trovare i voti in Parlamento sulla base di un programma. Ad entrambe le formazioni comunque non piace l’ipotesi ventilata da Martina in direzione, quella cioè di un eventuale “governo di tregua proposto da Mattarella”.

Quel che pare quasi certo è che ci attende un’altra, lunghissima, campagna elettorale.

 

 

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