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Puglia, tsunami Cinque Stelle: cappotto nell’uninominale, al proporzionale sfonda quota 44%

Uno tsunami che ha spazzato via tutto il panorama politico regionale esistente. In Puglia i Cinque Stelle conquistano tutti i candidati dell’uninominale e sfondano quota 44%. Tanti i bocciati illustri

Un’abbuffata Cinque Stelle, agli altri solo le briciole. In Puglia i pentastellati fanno l’en plein nell’uninominale con 24 seggi su 24. L’ultimo collegio rimasto in dubbio, quello senatoriale di Foggia, si risolve comunque a favore dei grillini, che sfondano a livello regionale il 44 per cento dei consensi. Crolla il Pd, che supera di poco il 13% restando di fatto quasi cinque punti sotto il dato nazionale. Ribaltati i rapporti di forza all’interno della coalizione di centrodestra, con Forza Italia che supera il 18% e lascia la Lega intorno al 6%, con un risultato comunque sorprendente dal momento che nel 2013 il Carroccio prese lo 0,2% in Puglia. Flop per Liberi e Uguali, che prende appena il 3,5%, al pari dei fittiani che pur in alleanza con il Pd non superano la stessa percentuale. Numeri che si riflettono anche in sonore bocciature dei candidati storici sui territori: uno per tutti Massimo D’Alema, che nel suo collegio storico di Gallipoli arriva ultimo, anche dietro il viceministro Teresa Bellanova, comunque dietro a Cinque Stelle e centrodestra. A Bari non ce la fa Massimo Cassano, fino a qualche settimana fa dato per intoccabile, che dopo le dimissioni dal governo Gentiloni e il ritorno in Forza Italia chiude venti punti dietro alla Cinque Stelle Francesca Anna Ruggiero nel collegio che comprendeva anche Bitonto. Il segretario del Pd Marco Lacarra resta terzo a Bari città dietro a Paolo Lattanzio dei Cinque Stelle e a Ida Roselli del centrodestra, ma dovrebbe essere recuperato nel proporzionale, così come Francesco Paolo Sisto per Forza Italia. Buon risultato personale per il Leu Michele Laforgia nel capoluogo, con un 7,4% che potrà spendere l’anno prossimo come bonus per far valere le sue carte alle elezioni comunali di Bari. Non ce la fa neanche Filippo Melchiorre, che resta 40mila voti dietro al pentastellato Gianmauro Dell’Olio dopo le scaramucce degli ultimi giorni. Nel brindisino anche il segretario regionale di Forza Italia Luigi Vitali perde con i Cinque Stelle ma rivendica il primato regionale nel centrodestra.  Anche Taranto è a “cinque stelle” con Mario Turco, docente di UniSalento, candidato al Senato, ottiene il 45,60% dei voti. Undici punti percentuali in più sull’avversaria Forza Italia, Maria Francavilla, moglie del presidente della Provincia ionica, Martino Tamburrano che, di riflesso ma neanche tanto, subirà le conseguenze del dato raggiunto dalla consorte. A seguire, la candidata del centrosinistra Maria Grazia Cascarano con il 15,17%. Sempre per il collegio di Taranto, alla Camera, eletta la giornalista Rosalba De Giorgi con il 37,99%. Segue la candidata di centrodestra Stefania Fornaro con il 30,21%. Terzo Lucio Lonoce, Pd, presidente del consiglio comunale, con il 15,88%. L’esito della consultazione comporterà alcuni cambiamenti per la giunta comunale di Taranto. Al sindaco Melucci toccherà analizzare i dati del centrosinistra.  Cambiamenti significativi arrivano da Martina Franca: Gianpaolo Cassese, cinque stelle, raggiunge i 54.185 voti e lascia nettamente indietro il candidato del centrodestra Gianfranco Chiarelli che supera di poco i 50mila voti ed è quindi fuori dal Parlamento. Steccato anche il consigliere comunale Donato Pentassuglia, Pd, che arriva a 24.108 voti. E anche per la maggioranza regionale di Michele Emiliano si preannunciano giorni difficili.

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