Politiche 2018 e l’odio in rete. Gianni Pittella: “sono stato minacciato di morte”

“Nella mia lunga esperienza politica, ho affrontato tante campagne elettorali, senza mai tirarmi indietro di fronte alle critiche o al confronto, anche aspro, di idee diverse dalle mie. Non era mai successo, però, di ricevere vere e proprie minacce di morte. Oggi é accaduto”.

Lo dichiara Gianni Pittella, presidente del gruppo Socialisti e Democratici al Parlamento europeo, candidato in Basilicata al collegio uninominale per il Senato e nel collegio plurinominale Campania 3.

“Per questo” aggiunge “sono stato costretto a denunciare presso le autorità competenti quanto scritto da un odiatore che, sulla mia pagina Facebook, ha commentato un post augurandomi la morte per mano criminale. Nella mia vita sono sempre stato aperto al confronto democratico. Qui non si tratta, peró, di scontro politico. Ma di violenza, il veleno della democrazia. A questo, mi ribello. Continuerò quindi la mia battaglia di idee, fatta di ascolto e dialogo, contro ogni sopraffazione, contro ogni violenza”.

“E ora basta” commenta il segretario regionale lucano del PD, Mario Polese “Non è più possibile far finta di nulla. L’ultima minaccia ricevuta questa volta da Gianni Pittella è l’ennesima di una campagna elettorale in cui si è persa davvero la misura. Augurare a una persona prima che ad un politico, di essere sparata in fronte, come accaduto qualche ore fa al ‘nostro’ Gianni Pittella dopo che minacce simili erano state portate anche alla nostra candidata Lucia Sileo è inumano, vergognoso e incivile. Non si parla di toni accesi, né di le polemiche e anche per lo scontro politico più acceso questo è troppo. Quando si arriva a esaltare la camorra nel caso occorso a Gianni o addirittura a colpire e danneggiare gravemente una sede politica come accaduto alla Lega nel centro di Potenza vuol dire che si è già andati ben oltre il limite di guardia. Esprimendo quindi solidarietà totale a Gianni Pittella e a Pasquale Pepe auspico che le forze positive e riformiste della nostra società sappiano interpretare quelle del 4 marzo anche come voto di civiltà”.

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