Salvini a Matera per il “Prima gli Italiani” tour: programma? Lavoro e immigrazione

Sono stufo di parlare voglio fare, riordinare e ripulire

“Abbiamo firmato un programma elettorale chiaro e poi io ho un mio impegno personale con gli italiani al di là degli show televisivi: lavoro e immigrazione”.

Apre così, Matteo Salvini, l’incontro nell’ambito della tappa materana del sui Tour di campagna elettorale: “Lavoro vuol dire cancellare la legge Fornero, difendere la nostra terra, la nostra agricoltura, ridare l’Italia ai nostri ragazzi invece di farli scappare. Immigrazione vuol dire farne sbarcare di meno ed espellerne di più”. A chi gli chiede chi sarà il premier del centrodestra in caso di vittoria alle prossime elezioni risponde: “lo scelgono gli italiani il 4 marzo. Non mi preoccupa chi farà cosa. Io” aggiunge “non vedo l’ora di cominciare a lavorare perché l’Italia ha bisogno di fatti, non di parole”.

“Io chiedo fiducia in me, nei nostri candidati della Lega per la bontà del nostro programma, non per gli errori degli altri, per le bugie degli altri, per i problemi degli altri” aggiunge poi a sostegno del candidato del centrodestra all’unico collegio uninominale lucano al Senato, Pasquale Pepe (candidato con la Lega anche al plurinominale). “Quindi non entro in casa altrui, sono orgoglioso di quello che facciamo dove governiamo e mi piacerebbe farlo anche in tutto il resto del Paese”.

Altro tema di discussione di queste ore è il possibile avvicinamento dell’europarlamentare in uscita dal M5S (non per motivi di salute come si è scritto in un primo momento ma per un nuovo progetto politico), David Borrelli “Chi sceglie la Lega a Matera, come in tutta Italia” ha detto Salvini “sceglie ordine, regole, pulizia, diritto dei pensionati ad andare in pensione. E sceglie soprattutto un concetto: prima gli italiani. Se altra gente vorrà unirsi dopo il 5 marzo è la benvenuta però la Lega è la Lega”.

Sui rapporti con l’Europa ha poi aggiunto che “se ci sarà, per difendere l’interesse delle nostre famiglie, da dare qualche dispiacere in Europa, sarò il primo farlo: non sarà mio diritto, sarà mio dovere portare la nostra voce. Noi” ha sottolineato “abbiamo firmato un programma comune, quindi patti chiari, amicizia lunga. Io mi fido di quello che vedo e di quello che firmo e quindi vado d’accordo con tutti, però come San Tommaso è meglio toccare con mano. Noi siamo d’accordo su tanti provvedimenti ma, se mi mandate al Governo, io farò in maniera un pochino diversa rispetto a quello che è il suo approccio. Faccio un solo esempio: se Bruxelles e l’Europa distruggono la nostra agricoltura e ci fanno arrivare in tavola quelle ‘schifezze’ dall’estero, io la difenderò con le unghie e con i denti”.

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