Taranto, De Vincenti: “Più risorse per il Cis”, e su Ilva: “No a modifiche dpcm”

Oltre 500 milioni sono già in campo, tra interventi conclusi e in corso, in due anni di Cis a Taranto. Il ministro per il Mezzogiorno, Claudio de Vincenti, fa il punto sul Contratto Istituzionale di Sviluppo annunciando che c’è un apporto di risorse: “Aggiunti 70 milioni per la Sanità: abbiamo approvato il piano di utilizzo dei fondi – afferma – altri 35 milioni sono destinati alla valorizzazione dell’Arsenale, di cui 5 milioni e 7 saranno per i primi interventi. Sbloccati poi 71 milioni per i tre palazzi Troilo, Carducci e Garibaldi e per gli interventi ai Tamburi, con riferimento paritoclare alla Foresta urbana”. E’ stato approvato inoltre il piano di interventi in Città vecchia con Invitalia e “con Franceschini, avanzeremo – afferma il ministro – una proposta al Cipe per indirizzare ad essa ulteriori risorse”.

A rafforzare il Cis, anche i 12 milioni dal Cipe per Statte, Crispiano, Massafra e Montemesola per tre tipi di interventi di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto, in tema di trattamento delle acque, di bonifiche di falde e terreni, e di risanamento di siti degradati da discariche abusive. Progetti presentati in mattinata.

A seguire, il sopralluogo al fiume Lato a Palagiano: “Riunita una cabina di regia tra commissario alle bonifiche, Regione e Comune per l’utilizzo effettivo delle risorse”.

Al tavolo Cis, assente, come annunciato, il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci. “Non comprendo ma rispetto la decisione del sindaco – commenta De Vincenti – mi auguro prenda consapevolezza di quanto questo lavoro sia importante per il territorio e auspico in una leale collaborazione istituzionale”. Quanto agli ultimi botta e risposta sull’Ilva, che hanno provocato la rottura tra istituzioni locali e Governo, il ministro precisa che non è esclusa la possibilità di un accordo di programma, ma con accanto un protocollo di intesa che includa investitore e sindacati e, rafforzando il monitoraggio ambientale. Rispetto alla proposta avanzata da Comune e Regione, “abbiamo detto no a due cose – spiega De Vincenti – alla modifica del dpcm e a quelle richieste che sono violazioni di legge”.

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