Basilicata. L’ex presidente della Regione, Boccia interviene sulla nuova legge elettorale e primarie del PD

L’ex presidente della Regione Basilicata (dal 1990 al 1995), Antonio Boccia (Dc, ora PD) – che è stato anche deputato e senatore – ha annunciato la presentazione al congresso regionale del Pd di una proposta per “l’istituzionalizzazione delle primarie”, auspicando che il confronto su tale “tema fondamentale per la selezione democratica dei legislatori regionali si sviluppi prima delle prossime elezioni”.

In una nota, Boccia ha sottolineato “il tema della qualità della democrazia” in Basilicata, “determinata in gran misura dalla scelta ragionata e consapevole del partito (forza politica con progetto politico e programma legislativo ed amministrativo) e degli eletti in Consiglio regionale. In vista delle prossime elezioni regionali penso sia indispensabile approvare, di conseguenza, una legge regionale che introduca un sistema elettorale in grado di garantire un’adeguata rappresentanza ai diversi ambiti territoriali della regione, maggiore consapevolezza nella scelta del partito (progetto politico e programma), una più significativa e diretta partecipazione degli elettori alla scelta dei candidati. Credo – ha scritto più avanti – sia prioritario affrontare il tema delle primarie, che hanno sperimentato il massimo di coinvolgimento. La magistratura, con le sue giuste azioni, ha evidenziato l’interesse pubblico al corretto (statutario) svolgimento delle primarie dei partiti. Penso che bisogna andare fino in fondo. Sono favorevole all’istituzionalizzazione delle primarie e, quindi, di un primo turno elettorale nel quale ogni elettore, dopo aver scelto il partito indichi sia il nome del candidato del proprio partito che preferirebbe per la Presidenza della Regione sia un nome del proprio partito per Consigliere regionale. La regione andrebbe divisa in quattro Circoscrizioni per aree omogenee. Siccome, e non solo per rispetto della costituzione vigente, credo che debbano permanere il ruolo e la funzione dei partiti, ritengo che ogni partito, secondo le prescrizioni del rispettivo Statuto, indichi rispettivamente per la candidatura a Presidente e per la candidatura a Consigliere un numero di persone, con parità di genere, quadruplo rispetto a quelli da eleggere. Dunque quattro (due donne e due uomini) per la Presidenza e 20 (dieci donne e dieci uomini) per consigliere in ciascuna circoscrizione. I candidati alla Presidenza devono essere residenti in Basilicata da almeno cinque anni ed i candidati consiglieri devono essere residenti in un comune della propria circoscrizione da almeno cinque anni. Al secondo turno diventano candidati del partito: alla Presidenza il più votato nell’intera regione e per consigliere i cinque più votati in ciascuna rispettiva circoscrizione assicurando, comunque, una riserva obbligatoria a ciascun genere di almeno due candidati. Non è ammesso il voto disgiunto. Gli elettori, nel secondo turno, scelgono esclusivamente il partito. La lista di ciascun partito, esposta nel seggio, comprende: il candidato scelto al primo turno per la Presidenza e, accanto e collegati, i candidati scelti nel primo turno per consigliere nella rispettiva Circoscrizione posti, anzitutto, in ordine alternato tra i generi e secondo i voti conseguiti al primo turno. È eletto Presidente il candidato del partito che prende più voti nella regione. Al partito che ha preso più voti nella regione – ha concluso Boccia – è assegnato in ciascuna circoscrizione il 55 per cento dei seggi nell’ordine di presentazione dei candidati in ciascuna circoscrizione e agli altri partiti è assegnato in ciascuna circoscrizione il restante 45 per cento dei seggi in proporzione ai voti conseguiti nella rispettiva circoscrizione e secondo l’ordine di presentazione dei candidati”.

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