Botta e risposta tra l’ex assessore Ottati e l’attuale assessore lucano Braia

Botta e risposta tra l’ex assessore Michele Ottati e l’attuale assessore regionale alle politiche agricole Luca Braia, il cui diverbio riguarda le contestate scelte del Dipartimento Agricoltura della Regione Basilicata dopo la pubblicazione dei 7 bandi nel settore agricolo, presentati qualche giorno fa. L’ex assessore ha definito uno“spreco “ i 107 milioni di euro per fare le filiere produttive: sia di lavorazione, di trasformazione, soldi per i giovani in agricoltura che per le macchine agricole, dove nell’esprimere il suo disappunto circa il non rispetto de regolamenti comunitari dell’accordo di partenariato Italia – Commissione Europea del settembre 2016, tira in ballo anche le associazioni del comparto agricolo quali, Coldiretti, Cia, e Confagricoltura, le quali nella loro replica, hanno invitato l’ex assessore a conoscere meglio il territorio lucano e le filiere messe in piedi grazie ai fondi Europei. Un attacco a tutto campo, dai Gruppi di azione locale, ai danni che il petrolio provoca nei confronti dell’agricoltura. Immediata la risposta dell’attuale assessore Luca Braia, che ha replicato in maniera dettagliata sulle OP, che “per quanto debbano crescere e maturare nella capacità di erogare servizi collettivi di qualità, sono riconosciute ed operano nel rispetto delle regole e rappresentano una parte importante della nostra realtà agricola che non va certo demonizzata ma controllata, guidata, sostenuta ed accompagnata.”
Ho ereditato un Dipartimento – aggiunge l’attuale assessore- con un potenziale disimpegno di circa 100 Meuro a 6 mesi dalla fine della programmazione 2007-2013, senza nessuna guida politica ed in aperto conflitto con tutto il sistema rappresentativo del comparto, in balia degli eventi con fratture interne tra gli uffici, poco ascoltati e quasi mai coinvolti nelle azioni di governo legate ad affrontare le emergenze piuttosto che la programmazione.
Eppure a dicembre 2015 la Basilicata traguardava il superamento di oltre il 98% della spesa e chiudeva la vecchia programmazione. “Sui presunti danni ecologici causati da Eni e Total o su illazioni legati a clientelismi ed altro invito il prof. Ottati ad uscire dal vago e fare, più che alla stampa, alla magistratura i nomi ed i cognomi con annesse denunce. Non è alle redazioni dei giornali, ma in altra sede che vanno denunciati, infatti, specifici e circostanziati casi relativi a inadempienze supposte di qualche dirigente che potrebbero, un giorno o l’altro, perdere l’olimpica calma per recarsi dai propri legali a discorrere molto poco amabilmente, rispetto a quanto si può fare in un comunicato stampa, dell’art. 596 c.p.”

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