Basilicata. M5S ed MDP contro le modifiche “salva poltrone” (e vitalizi) allo Statuto regionale

Lunedì mattina mentre l’opinione pubblica era intenta a commentare i dati dei ballottaggi di domenica, la prima commissione consiliare permanente (affari istituzionali) del Consiglio Regionale della Basilicata dava il via libera all’unanimità alla proposta di legge d’iniziativa dell’ufficio di presidenza (Mollica, Rosa e Spada) a due articoli (54 e 52) dello Statuto Regionale, adottato a novembre scorso.

Per Mollica, si trattava di riempire un vuoto normativo, per le opposizioni e per i più attenti tra gli osservatori esterni che ne hanno seguito l’iter, si tratta di modifiche volte a salvaguardare poltrone e vitalizi.

In sostanza per quanto riguarda l’articolo 54 si va a disciplinare l’ipotesi in cui, nei casi di scioglimento del Consiglio regionale per impedimento permanente, morte o dimissioni volontarie del presidente della Giunta, le funzioni del presidente e della Giunta regionale sono prorogate sino alla proclamazione del nuovo presidente della Regione.

Con la proposta di modifica (poi approvata in Consiglio con il solo voto contrario del M5S), si stabilisce che, nei casi di scioglimento del Consiglio regionale per impedimento permanente, morte o dimissioni volontarie del presidente della Giunta, le funzioni del presidente e della Giunta regionale sono prorogate sino alla proclamazione del nuovo presidente della Regione. Si prevede che durante la prorogatio venga consentita l’ordinaria amministrazione nonché gli atti indifferibili ed urgenti. In caso di impedimento permanente, morte o dimissioni volontarie del presidente della Regione si prevede inoltre l’attribuzione delle funzioni al vice presidente e al fine di evitare il protrarsi indefinito della prorogatio si prevede l’indizione delle nuove elezioni entro tre mesi.

Netta contrarietà alle modifiche proposte è stata espressa da Gianni Perrino (M5s), che ha parlato di istituzione piegata alle esigenze della politica: “Il modo in cui si trattano le istituzioni è deprimente” ha detto il pentastellato “il presidente si è fatto eleggere e se ci tiene alla sua regione resta fino alla fine. Si tratta” spiega “di una modifica statutaria, urgente e indifferibile ad uso e consumo degli amici di Pittella: si cambia semplicemente l’articolo 54 dello Statuto prevedendo che, in caso di scioglimento del Consiglio regionale per dimissioni del Presidente della Giunta regionale, le poltrone (e le indennità) dei consiglieri regionali siano prorogate fino alla proclamazione degli eletti (di nuove elezioni indette entro tre mesi)”.

A difendere la modifica è il capogruppo del PD Cifarelli “Non è un mistero che queste modifiche vengono a valle di una discussione pubblica sulle elezioni e che Pittella possa essere candidato alle elezioni politiche, nel qual caso ci troveremo davanti ad un vuoto del nostro Statuto che non ha normato questa fattispecie. Abbiamo un esempio recente, quando De Filippo si dimise nell’aprile del 2013 e le elezioni si fecero a novembre, con una situazione paradossale: De Filippo si era dimesso ma era l’unico riferimento della Regione, prigioniero del suo ruolo per mesi. Nella norma proposta il vicepresidente assume le funzioni del presidente e si vota entro tre mesi. Mi sembra una cosa di buon senso”.

Altro provvedimento che ha scatenato le polemiche nei (non molti) oppositori è quello che modifica la legge regionale n. 38/2002. Il testo approvato prevede che ai consiglieri in carica nella nona legislatura (2010/2013) che abbiano versato i contributi per un periodo superiore a 30 mesi, è data facoltà di effettuare i versamenti volontari necessari per la maturazione del diritto all’assegno vitalizio. Per mantenere inalterata la spesa, si è fissato un tetto all’esborso complessivo della Regione per i vitalizi, mantenendo come parametro l’importo totale erogato al 31 dicembre 2016.

Su questo tema è durissimo anche il commento di Antonello Molinari (ex PD ora responsabile organizzativo provinciale di Articolo Uno – MdP): “Nottetempo, con un emendamento alla legge di assestamento del Bilancio regionale” dice Molinari “approvano una norma che reintegra il vitalizio ai loro predecessori, quale atto di ristoro per il passo indietro compiuto, e, con malcelato pudore, nel corso della medesima giornata, approvano una modifica allo Statuto regionale che consente loro di continuare a sedere sulle attuali comode poltrone anche in caso di decadenza del Presidente della Regione. Ossia, le istituzioni democratiche rappresentative di un’intera comunità regionale vengono piegate alle contingenti convenienze degli eletti”.

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