Taranto, apparentamenti: Nevoli “Mai nostro sostegno”, su Cito si vedrà

Otto sotto un tetto. Il titolo della serie TV anni ’80 sembra ideale per riassumere il quadro politico tarantino di oggi, e fino al 25 giugno. Gli otto candidati fuori dal ballottaggio dovranno decidere infatti sotto quale tetto andare.

Stefania Baldassari o Rinaldo Melucci: è il dilemma al centro delle riunioni in corso, tra delusione e stanchezza, nei vari comitati. I papabili, ovviamente, cercheranno più consenso possibile. Ma intanto “hanno votato così, ora non si lamentino” critica Giancarlo Cito (che ormai più che il padre, sembra il portavoce del candidato). Terzo, col 12.46%, e apertamente contro Forza Italia e la Baldassari: “Ha fatto il contrario di quanto promesso – aveva detto Cito, Mario questa volta, in campagna elettorale – Voleva rompere col passato, poi nelle sue liste trovi personaggi mimetizzati, che hanno votato provvedimenti a favore della maggioranza di Stefano”. Ma oltre il 22 per cento della metà degli elettori che ha votato, ha portato in testa la direttrice del carcere, la quale auspica nel sostegno di tutti, “di chiunque consentirà alla città di rinascere”.

Con uno stacco di solo trenta voti, il quarto più votato e’ Francesco Nevoli, M5S. Apparentamenti, no grazie: “Nessun sostegno a chi va al ballottaggio”. “Ora il Movimento è dentro – Nevoli ora sarà in consiglio comunale – a strada è lunga e gli ostacoli tanti. Ma cambieremo questa città”. Primo obiettivo “liberare Taranto dai veleni”. Battaglia del più votato Massimo Battista, col 19.35%, dei Cittadini e lavoratori liberi e pensanti. Poi Nevoli chiude: “Non daremo appoggio, ne indicazioni di voto: i partiti che ci hanno distrutto non godranno mai del nostro sostegno”.

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