Dopo l’esito delle primarie il PD lucano analizza il voto

A due giorni dalla “grande festa di democrazia”, come in molti soprattutto nell’area renziana definiscono l’appuntamento delle primarie, si celebra, principalmente online, un’altra liturgia: l’analisi del voto.

I commenti e le riflessioni della politica lucana, a partire dall’intempestività nella diffusione di quelli definitivi, riguardano principalmente la lettura politica dei dati.

E gli ultimi numeri diffusi dal PD lucano vedono in cima a tutti Matteo Renzi, con 23.580 voti (il 62,07 %) seguito da Michele Emiliano con 9.489 voti (il 24,98 %) e Andrea Orlando con 4.923 voti (il 12,96 %).

Il vincitore al momento è colui che porterà in dote in assemblea nazionale il maggior numero di delegati, oltre a colui che li ha messi in lista, cioè Marcello Pittella che ci andrà di diritto in quanto presidente di Regione, ci saranno gli altri sei ovvero Franca Digiorgio, Paolo Laguardia, Maria Lucia Di Grisolo, Michele Sonnessa, Giovanna Ruggieri e Italo Cantore.

Lacorazza manderà a Roma i capilista dei due elenchi di candidati a sostegno di Emiliano ovvero il presidente della Provincia Nicola Valluzzi e Maddalena Ditaranto.

Sarà il capogruppo del PD, Roberto Cifarelli da Matera a rappresentare la mozione Orlando al congresso.

La vittoria di Renzi e della lista Pittella apre per il governatore una nuova fase di confronto, per non dire logoramento, con gli scontenti della sua area, o come direbbe Santarsiero coi “rappresentanti delle diverse sensibilità”.

Il cammino comune potrà proseguire a patto che si apra una fase nuova, e che Pittella riesca, dopo la lista di rottura, a trovare nuovi equilibri. A partire dalla giunta regionale forse, come pure qualcuno sussurra, per finire più in generale al congresso lucano, ancora senza segretario.

Pronto a dare battaglia, anzi a proseguirla, è Piero Lacorazza che forte del risultato ottenuto (dopo la Puglia quello lucano è il miglior dato di Emiliano e sottolinea anche il peggiore per Renzi) parla di risultato politico rilevante. Modesto ma non trascurabile l’apporto di Cifarelli per Orlando, a testimoniare il fatto che le diverse “sensibilità” post scissioniste, sono ancora tutte in forma e pronte a scattare verso i prossimi appuntamenti.

I due nodi politici e di organigramma più immediati sono l’elezione del segretario regionale e un possibile ingresso in giunta regionale della (o delle) minoranze. Sul primo nodo, i Renziani in sofferenza proveranno a stoppare la candidatura di Mario Polese, ma non sarà facile. Sul secondo, Cifarelli é in lista d’attesa da 3 anni ma Lacorazza è uscito bene dal voto di domenica scorsa. Dunque Pittella, nel dubbio, e come da suo copione, potrebbe alla fine optare per un colpo di scena.

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