Primarie Pd, il Ministro Orlando sceglie Matera

Dall’account Twitter di Andrea Orlando

Matera. Riscatto ed orgoglio, valori che hanno da sempre contraddistinto Matera, città metafora di un Sud che non si arrende e si prende le sue rivincite. Li ha scelti e fatti proprio il Ministro Andrea Orlando – candidato alle primarie per la segreteria Pd – che, nella piazzetta della chiesa della Madonna dell’Idris nel cuore dei Sassi , ha illustrato la sua idea di futuro per l’Italia.

“Prospettiva Italia – Riflessione per il mio Paese” – ha detto –  nasce da un forte desiderio di raccontare come immagino il mio Paese e il suo futuro, maturato anche grazie ai moltissimi incontri fatti recentemente sull’intero territorio.

“La scelta di Matera non è casuale ma rispecchia strettamente i contenuti della mia visione programmatica. Questo luogo, cuore del Mezzogiorno che ha già conclamato la sua riscossa e la sua bellezza come Capitale Europea della Cultura 2019, mi è parso il palcoscenico ideale per richiamare l’insieme dei valori fondamentali della cultura della democrazia”.

“Il voto del 4 dicembre ci ha sbattuto in faccia una radiografia sociale del Paese.Le periferie, il Sud, i giovani hanno detto No e ci hanno voltato le spalle. Non sono stati i “traditori”. Sono stati gli italiani. Che probabilmente si erano già sentiti traditi da noi.Dopo la sconfitta del referendum la nostra posizione non è cambiata di una virgola. Anzi, è peggiorata. Chi ha perso è andato in cerca di rivincite. Non abbiamo messo a fuoco il messaggio che ci veniva dal Paese. Per questo, da partito della stabilità, della responsabilità, rischiamo di diventare il principale elemento di instabilità del sistema.
Avevamo pensato di risolvere la questione democratica attraverso la via delle riforme istituzionali. Abbiamo perso. Perché non abbiamo legato la questione democratica alla questione sociale.
Le divaricazioni sociali hanno aperto fratture, divisioni nel modo di vivere e dunque anche nel modo di pensare. Il 4 dicembre ci ha dato anche la misura politica di queste distanze, tra i centri e le periferie delle città, tra le città e le campagne, tra le generazioni, tra il Nord e il Sud.
C’è chi dice: mi tengo il mio, voglio una rivincita, sfido tutti gli altri.
Io dico che è tempo di unire, di colmare i divari, ricucire le ferite”.

Oggi, abbiamo bisogno di un messaggio nuovo. Da Matera, dico agli italiani: ho capito il vostro disagio.
Cambiamo insieme – ha proseguito Orlando.

“C’è stata presunzione, in questi anni. La presunzione di bastare a se stessi. Che non c’entra nulla con la vocazione maggioritaria. È stata questa l’arroganza, la prepotenza che gli italiani non sopportano più.
Abbiamo parlato di un’Italia che ce la fa, e che certo dobbiamo valorizzare, aiutare ad emergere, ad essere eccellenza nel mondo”.

Obiettivi comuni e prospettive per tutti, ripartendo dalla verità: “questa è la vera responsabilità della politica”.  Con la la campagna congressuale ormai alle battute finali, Orlando vuole giocare fino in fondo le sue carte, proprio dai territori locali e, dai grandi temi come la povertà, la Pubblica Amministrazione, le pensioni e gli investimenti, non mancano riferimenti alle questioni lucane: smentita dal Guardasigilli l’ipotesi di soppressione della Corte d’Appello di Potenza, manifestata preoccupazione per le sorti lavorative degli addetti al Centro Olio di Viggiano e dal palco nei Sassi la promessa, qualora fosse eletto segretario del Pd, di portare nel Sud l’alta velocità: “ non un’eresia, una condizione necessaria”.

“Matera sarà Capitale europea della cultura nel 2019? Ma come ci si arriva a Matera? – ha sottolineato a tal proposito. Voglio portare l’Alta velocità al Sud. Non è un’eresia, è una condizione essenziale per lo sviluppo. Facciamo di questo appuntamento un’occasione per rilanciare e ripensare al nostro modello di sviluppo. Non solo di Matera, ma di tutto il Mezzogiorno”.

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