Fumata bianca al Consiglio Comunale di Matera per il bilancio di previsione

Bilancio approvato grazie all’opposizione di centrosinistra che abbandona l’aula al momento del voto. Grazie a Scarola, De Mola, Antezza e Tralli che restano e si astengono e al voto favorevole dei ‘dissidenti’.

Come anticipato in un comunicato-appello diffuso alla vigilia della seduta, il sindaco de Ruggieri, si presenta in Consiglio Comunale annunciando l’azzeramento degli assessori “lo farò però dopo un’ultima riunione della Giunta Comunale” specifica per poi ribadire: “sarei un sindaco zoppo se non convergessimo tutti su questa posizione. Quella di oggi è una tappa di ripartenza, senza proscrizioni quindi vi chiedo: cancelliamo i veleni e le incomprensioni del passato”.

Raffaello de Ruggieri in consiglio

“Aiutatemi a non sbagliare” chiede poi all’intero Consiglio lanciando al tempo stesso più di una stoccata al senatore Tito Di Maggio, che nei giorni passati ha chiesto le sue dimissioni (“questa non è una città perduta come dice un ‘cantore napoletano, era de maggio’”) perchè noi non siamo in guerra, noi siamo in cordata”.

Per poi ricordare, “alla vigilia di importanti appuntamenti (il 10 maggio c’è un l’incontro romano per mettere a punto il progetto di sperimentazione della rete 5G cui seguirà la tappa del G7 Finanziario) che “la nostra città non puo’ farsi trovare disarmata”.

Subito però si leva una voce aspra, dai banchi dell’opposizione. E’ quella di Salvatore Adduce, cui non è piaciuta molto l’intenzione manifestata dal sindaco di spostare ulteriormente l’azzeramento dopo un’ultima giunta comunale: “siamo abituati a questo modo di fare” tuona per poi ammorbidirsi e sottolineare che “non tutto è perduto”. Adduce ha però bisogno di riunire i suoi per capire come comportarsi nel corso della seduta e propone una sospensione dei lavori per confrontarsi coi compagni di banco.

Salvatore Adduce (PD)

Prima della sospensione c’è tempo per alcuni interventi, tra i quali occorre segnalare il botta e risposta tra Pasquale Lionetti (API per Adduce) e Paolo Manicone (Osiamo per Tortorelli Sindaco). Il primo che torna a ripetere l’accusa più volte mossa dalla minoranza a de Ruggieri: “se non aveste superato irresponsabilmente la data del 24 febbraio per formalizzare la crisi politica avremmo potuto avere un breve commissariamento per poi andare celermente alle elezioni del prossimo giugno” e il secondo che respinge l’addebito: “La maggioranza ateniese piange ma la spartana minoranza non ride. L’opposizione non faccia lacrime da coccodrillo perchè aveva i numeri per sfiduciare il sindaco: perchè dunque non lo ha fatto prima di quella data?”.

Prima della sospensione mette un punto al dibattito Materdomini (M5S): ”basta chiacchiere, la responsabilità di portare avanti la consiliatura o di andare a casa è esclusivamente della maggioranza”.

Si riprendono i lavori dopo un’abbondante ora di sospensione. Alla conta di Tortorelli rispondono tutti i consiglieri: non c’è nessun assente.

Parla subito Adduce: “scusate la lunga pausa, ma la serietà del momento, non solo tecnico e contabile ma politico, lo richiede: abbiamo valutato le dichiarazioni del sindaco e le abbiamo accolte proprio per scongiurare una chiusura anticipata della consiliatura, perchè determinerebbe una lunga fase di commissariamento” e per queste ragioni “l’opposizione non parteciperà alle votazioni”.

Annunziata Antezza (PD)

Prende il microfono Giovanni Scarola (PD): “la mia posizione rispetta l’indicazione del partito (provare a lavorare per evitare il commissariamento), ma rimarrò in aula e mi asterrò dal voto”.

Sulla stessa posizione di Scarola anche Gianfranco De Mola e poi Annunziata Antezza, che prende la parola anche a nome del collega Tralli e citando alcuni passaggi della lettera inviata ai Consiglieri dal vescovo Caiazzo, annuncia che (come Scarola e De Mola), anche lei non uscirà dall’aula e al momento del voto si asterrà. La scelta, tengono a sottolineare i quattro del PD: “non è in opposizione all’orientamento del gruppo del quale facciamo parte”.

Lionetti (API) condivide invece l’opportunità di non partecipare al voto, abbandonando l’aula “per coerenza politica”.

Cotugno (Matera Capitale) nel corso del suo lungo intervento dice di preferire “alla definizione di ‘dissidenti’ quella più positiva di ‘critici'” e poi sottolinea che parteciperà alla discussione, non uscirà dall’aula e voterà come gli altri ‘critici’ favorevolmente al bilancio di previsione.

Si passa dunque al voto dei vari punti all’ordine del giorno che, così come nelle dichiarazioni che lo hanno preceduto vengono approvati (tranne il numero 7 ‘Modifiche e integrazioni al regolamento Cosap’, che come chiesto dal sindaco è stato ritirato per successive verifiche ).

Il Bilancio di previsione per gli anni 2017-2019, viene dunque licenziato a maggioranza con 18 voti favorevoli, 1 contrario (Materdomini) e 5 astenuti (Buccico, Antezza, Scarola, Tralli, De Mola).

“Un ringraziamento agli uffici che hanno lavorato alla predisposizione di tutto questo materiale di cui oggi abbiamo approvato i contenuti” ha tenuto a dire il sindaco de Ruggieri in conclusione di seduta, esprimendo gratitudine anche “al presidente ed ai sindaci revisori che hanno contribuito con la loro professionalità a certificare qualità e coerenza del bilancio e a tutti coloro” ha aggiunto “dal segretario generale agli uomini e donne dello staff per il lavoro compiuto” e rivolgendosi all’intera assemblea ha poi chiosato: “oggi noi, non abbiamo fatto nè più nè meno che il nostro dovere istituzionale, ognuno con le proprie posizioni. Un dovere istituzionale al servizio della città in un incontro che è sembrato ‘ovattato’ ma che racchiude elementi forti di civismo di militanza e azione politica”.

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