Vitalizi. Metà dei consigli regionali li tagliano, tra questi la Basilicata non (ancora) pervenuta

Il 10 ottobre del 2014 l’assemblea plenaria della Conferenza dei Presidenti dei Consigli Regionali, approvò unanimemente un atto di indirizzo che prevedeva un taglio ai vitalizi dei consiglieri regionali (dal sei per cento per quelli al di sotto dei 1.500 al 15 per quelli superiori ai 6mila euro).

E’ passato il tempo ma a più di due anni da quella data, ancora metà delle Regioni non ha votato o approvato una legge per dare seguito all’Ordine del Giorno.

Le regioni che si sono adeguate all’indirizzo della Conferenza dei Presidenti delle assemblee locali sono: Lombardia, Friuli, Marche, Molise, Piemonte, Toscana, Trentino, Val d’Aosta, Veneto e Puglia.

La Basilicata rientra invece tra le assemblee locali che non hanno applicato le riduzioni sui trattamenti degli ex consiglieri.

“Della legge sul taglio ai vitalizi sono primo firmatario” ricorda Piero Lacorazza, all’epoca presidente del Consiglio Regionale “Potevamo essere i primi; almeno evitiamo di essere gli ultimi. Spero che arrivi al più presto in Consiglio Regionale”.

La legge è probabile però che arrivi in tempi relativamente brevi, al Consiglio Regionale lucano anche perchè la scorsa settimana la prima commissione consiliare (deputata agli Affari Istituzionali, presieduta da Vito Santarsiero), ne ha ripreso l’esame, insieme ad un’altra proposta sui tagli ai costi della politica lucana.

L’iter di approvazione del testo presentato all’epoca da Piero Lacorazza, già licenziato dalla Commissione il 16 febbraio scorso (ed iscritto all’ordine del giorno della seduta del Consiglio regionale del successivo 21 febbraio) ha subito rallentamenti a causa di alcuni “ex”: il testo era infatti stato riassegnato alla Commissione dopo che l’associazione degli ex consiglieri aveva depositato una documentazione riferita ad alcune sentenze emesse dalla Corte di Cassazione sull’argomento.

Il dossier Vitalizi su Repubblica

Si tratta dei “sopravvissuti” come li definisce Repubblica in un Dossier pubblicato nella versione cartacea del quotidiano nazionale “ai tagli della spending review deliberati per le Regioni, sono gli ex consiglieri (e i loro parenti) che dopo aver resistito alla soppressione dei vitalizi – perché questa norma è stata applicata ovunque in modo non retroattivo – hanno scansato anche la temporanea decurtazione delle pensioni”.

La Commissione presieduta da Santarsiero poi, ha poi unificato in un unico testo, due altre proposte di legge presentate dai consiglieri Giovanni Perrino (M5s) e Giannino Romaniello (Gm) che prevede la riduzione dell’indennità di carica a 5.000 euro lordi (a fronte degli attuali 6.600), il dimezzamento delle indennità di funzione (che attualmente variano dai 300 ai 2.700 euro) e la riduzione a 3.000 euro (dagli attuali 4.500) delle somme corrisposte per i rimborsi spese per l’esercizio del mandato.

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