Verso le Primarie PD. Tutte le mozioni contro Pittella, renziani compresi

Nell’allegare alla presente un comunicato di commento agli spiacevoli episodi che hanno visto protagonisti nella giornata di ieri i renziani lucani, s’invitano le spettabili testate giornalistiche in indirizzo a partecipare alla Conferenza Stampa di presentazione della lista dei candidati all’assemblea nazionale del Pd a sostegno della candidatura a segretario nazionale di Andrea ORLANDO, che avrà luogo alle ore 16,00 di giovedì 13 marzo 2017, presso la sala A del Consiglio Regionale di Basilicata in Viale Verrastro a Potenza.

Così scrive Giovanni Petruzzi per il coordinamento regionale della Mozione “Orlando” in merito a quanto accaduto ormai a più di 24 ore dalla presentazione delle liste dei renziani.

La mozione di cui è capofila Roberto Cifarelli, dall’alto dell’assoluta tranquillità e “profondo spirito unitario” descrive quella dei “maggiorenti lucani che sostengono Renzi” come “l’ennesima sceneggiata che contribuisce ulteriormente a deteriorare l’immagine del partito al cospetto di iscritti, elettori e cittadini lucani, producendo litigi, conflitti ed accapigliamenti, che ormai costituiscono il dna di questa componente politica”.

Non sorprende neanche la presa di posizione di Piero Lacorazza, che di liste a sostegno della mozione Emiliano ne ha presentate due “mentre i renziani sono in guerra tra di loro perchè devono dividersi qualche poltrona” afferma in un video messaggio su Facebook “e mentre il presidente della Regione Basilicata capeggia una lista che divide e non unisce, noi presentiamo liste aperte alla società”.

La tanto criticata lista dei Renziani

Critico. Molto critico, è anche il senatore Salvatore Margiotta, renziano di ferro, che non condivide l’esito della composizione delle liste a sostegno di Matteo e lo scrive a chiare lettere: “ci siamo andati vicinissimi ma abbiamo fallito”. Margiotta si riferisce alle indicazioni su una lista unitaria fondata su tre criteri: primo, attestazione a Marcello Pittella della leadership, secondo, presenza solo di donne e giovani alle primissime esperienze politiche ed istituzionali, e terzo, rappresentatività di tutti i mondi che hanno voglia di spendersi per l’affermazione di Matteo. “Eravamo quasi vicini a fare finalmente un passo in avanti ed invece ne abbiamo compiuti tre indietro” scrive e poi affonda “consapevoli di una partenza con un forte handicap, e una lista che al netto dell’autorevolezza del capolista rischia di non coinvolgere, ed in alcuni casi addirittura di respingere, elettorato, militanti e simpatizzanti” adesso lavoriamo per la vittoria di Renzi perchè l’obiettivo “travalica ampiamente le piccole, ed un po’ tristi, beghe della mia Lucania”.

Sulla questione c’è da registrare infine la presa di posizione del diretto interessato. Marcello Pittella, che in una intervista al Roma rilancia l’appello di Margiotta: “Ho provato a fare un passo indietro ma non è servito a nulla” adesso responsabilità per Renzi.

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