Matera. Consiglio rinviato, de Ruggieri: diplomazia chiede tempo, che la Settimana Santa ci illumini

Tutti presenti i consiglieri comunali, tranne l’assente giustificato Vito Tralli (PD) per ascoltare l’appello iniziale del sindaco, e partecipare alla discussione che si svilupperà in quasi un paio d’ore e culminerà dopo le varie dichiarazioni di voto con il rinvio della seduta ad una nuova convocazione.

Prende subito la parola il sindaco: “Signori consiglieri, qualcuno pensava fosse oggi l’ora della verità. La verità ha un valore assoluto ma ha bisogno di essere sempre messa a fuoco. Ci sono ancora spigoli e difficoltà” aggiunge il sindaco “perchè nell’articolata e variegata posizione della forza interlocutrice ci sono richieste che a mio avviso devono trovare ancora una metabolizzazione”.

De Ruggieri, oggi ancor più che ieri, centellina le parole e le seleziona con cura. E’ un momento importante per lavorare di diplomazia.

“Debbo fare una pubblica confessione, siccome sono uomo di ponte ho modificato l’aggettivo ‘(in)conciliabili’ che nella prima stesura dell’esito dell’incontro con il PD, avevo definito inizialmente con la parola (difficilmente) ricevibili”.

“Sono uomo della provvidenza” aggiunge rivolgendosi ai consiglieri che lo ascoltano “e credo che voi tutti dovreste sentirvi investiti da questa dimensione di responsabilità, cominciando dall’amico Materdomini che non può continuare ad essere un oggetto misterioso in questa assemblea”.

Facendo poi riferimento ai principali traguardi (non politici ma sociali) che attengono l’amministrazione cita  punti programmatici imminenti, a partire dall’approvazione del bilancio, dietro il quale c’è l’appalto della nuova gestione dei rifiuti solidi urbani, e quello delle cooperative sociali.

“Però noi dobbiamo tentare l’ultima carta di un’intesa ed abbiamo necessità di trovare un nuovo momento di confronto, anche se torno a dire, al momento attuale difficile” e poi rinnova l’appello, prima di chiedere l’aggiornamento della seduta: “Con una litania petulante dico sempre che sono un sindaco che non deve fare carriera politica. Se devo metter fine alla mia esperienza di primo cittadino, questo avvenga in consiglio, saranno poi i cittadini a giudicare chi ha votato a favore e chi contro”.

E poi chiosa all’opposizione: “non prendete queste mie parole come un atto di intimidazione. In quanto minoranza avete tutto il diritto di mandarmi a casa, voi sì, perchè siete nati come opposizione e se andremo a casa però, ricordo a tutti che avremo avvilito l’autorevolezza raggiunta da questa Città. Per questo chiedo qualche giorno di rinvio utilizzando questa Settimana Santa nella speranza che possa illuminare le coscienze e portare ad una soluzione positiva”.

Il presidente del consiglio Angelo Tortorelli, con una battuta gli ricorda: “lei ha citato la Settimana Santa, ma faccia attenzione perchè in questa ci sono due giorni importanti: il venerdì con la crocifissione e la domenica con la resurrezione, ognuno di noi potrà concentrare i suoi sforzi nell’uno o nell’altro senso”.

Parla poi Adduce per ricordare al sindaco che la medesima richiesta di rinvio sarebbe arrivata proprio dai banchi del PD “in ossequio alle ragioni per cui abbiamo deciso di aderire al suo appello”. Poi ricorda ancora una volta che come accade in ogni comune italiano anche a Matera le maggioranze vanno in crisi spesso a causa di problemi interni. E mette in guardia de Ruggieri: “Attento alla definizione di ‘uomo della Provvidenza’, così fu definito Mussolini da Pio XI in occasione della firma dei Patti Lateranensi, quindi riserverei certi termini aulici ad altri contesti”.

L’ex sindaco poi ricorda che come opposizione la funzione del suo gruppo non è quella della “supplenza quando il campionissimo si fa male. Non possiamo, non dobbiamo e non vogliamo svolgere questo ruolo, sarebbe  indecoroso per noi andare a sostituire pezzi della maggioranza, possiamo svolgere solo una funzione: la necessità di concordare alcuni punti programmatici di base (primo fra tutti il grande tema di Matera 2019) e poi la questione urbanistico-architettonica (a quasi due anni dall’inizio della consiliatura non si parla ancora di Regolamento Urbanistico). Io penso che sul tema programmatico ci vorrebbe un’applicazione quasi diabolica per non trovare punti di sintonia. Adduce tiene ancora aperte le porte della diplomazia (“non vogliamo chiuderci nel nostro fortino di minoranza non considerando le questioni a noi sottoposte e ci predisponiamo ad utilizzare nelle nostre relazioni sia termini che atteggiamenti che non impediscano il dialogo”).

Poi seguo diversi altri interventi. Angelo Cotugno di Matera Capitale: “Accolgo con soddisfazione e piacere la proposta del sindaco e anticipo il mio voto favorevole al rinvio proposto dal sindaco di cui oggi apprezzo un carattere che fin’ora mi era sfuggito: la grande saggezza sulla mediazione e diplomazia nei rapporti”.

Pasquale Lionetti (API): “Alleanza per l’Italia prende atto della proposta del sindaco di rinvio della seduta, in realtà ci aspettavamo anche a seguito degli incontri avuti con lui e la sua maggioranza, che ci venisse formalmente comunicato ancor prima del consiglio comunale di oggi come da noi richiesto. Lionetti rimarca ancora la richiesta di discontinuità per la formazione del nuovo governo cittadino”.

E Antonio Materdomini (M5S) che prende la parola per replicare al sindaco: secondo me ‘l’oggetto misterioso’ andrebbe riferito a questa maggioranza non a noi. Le ricordo, dice a de Ruggieri che “siamo senza assessore alle politiche sociali da quasi sei mesi, e la colpa non è nè del M5S nè degli altri di opposizione. In questo anno e mezzo come M5S quando c’è stata convergenza di idee abbiamo sempre votato e fatto proposte in maniera collaborativa. Abbiamo provato ad inserire il ‘baratto amministrativo’ con una mozione di indirizzo nel bilancio, per abbassare le tasse ai cittadini, ma questa cosa non è stata mai accolta dall’esecutivo, anche per l’assenza di un assessore alle politiche sociali. Anch’io come lei, sindaco” ha concluso Materdomini “non ho alcuna velleità politica, il regolamento del nostro Movimento parla chiaro (‘non si possono superare i due mandati’) ma non me la sento di votare l’ennesimo rinvio, trascineremmo ancora avanti questa crisi e i cittadini non lo meritano, la sede per risolvere la crisi è questa, il Consiglio Comunale”.

Paolo Manicone (Osiamo): “Finalmente dopo due anni si sente la voglia di mettere al centro questa città e mi chiedo, perchè questa diplomazia e voglia di costruire ponti non è stata praticata già dall’ottobre scorso? Perchè si è sempre tentato di risolvere la crisi con gesti forti? Arriviamo sempre nei momenti importanti (vedi bilancio) a chiedere al sindaco ‘di mettere più lievito in campo’ usando gli alambicchi e trovare qualche formula per andare avanti. Spero che questa settimana serva a trovare temi veri anche se per me il commissariamento non è un tabù”.

Prima di una sospensione della seduta per dar modo alla conferenza dei capigruppo di individuare le date da votare per un possibile aggiornamento Adduce ricorda in maniera veemente che “il sindaco deve tra gli altri oneri, anche assumersi quello di scacciare dalla mente dei consiglieri di affrontare la questione crisi per superarla tramite scorciatoie, ognuno assumendosi la propria responsabilità: no a scorciatoie, no perditempo, max serietà. Perchè altrimenti qui diventa di nuovo il mercato delle vacche e non lo consentiremo a nessuno.

Alla sospensione della seduta segue il voto che approva a maggioranza una nuova convocazione dei lavori (30 favorevoli, un contrario Materdomini, e due assenti, Tralli e Toto) fissati al prossimo 22 aprile in prima convocazione e il 26 in seconda (alle ore 9.30) con lo stesso ordine del giorno.

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