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Emiliano replica a Calenda: “ritardi al sud colpa delle amministrazioni? E’ informato male”

Ancora un appuntamento nazionale per il candidato alla segreteria del PD, il pugliese Michele Emiliano in conferenza stampa convocata per annunciare il sostegno alla sua mozione di Giuseppe Antoci, presidente del Parco dei Nebrodi.

Il presidente pugliese tocca diversi temi legati all’attualità e commenta brevemente anche sul “caso Minzolini” o meglio non commenta, almeno a microfoni e telecamere aperte, poi però qualcosa la dice sulla decadenza da senatore, proposta dalla Giunta Immunità perché condannato con sentenza in giudicato e l’insurrezione del M5S che attacca Pd e Forza Italia gridando al “voto di scambio: ieri Lotti salvato dagli azzurri, oggi Minzolini salvato dai dem” (l’odg forzista infatti passa al Senato anche coi voti di 19 Pd e 23 di Ap. Di Maio: “per Pd la legge Severino non esiste più, non lamentatevi se cittadini manifestano in maniera violenta”) proprio il presidente pugliese interviene per dichiarare che pur rispettandolo, il voto del Senato lo ha addolorato” salvo poi aggiungere di non voler dire altro: “Non voglio farmi tirare dentro queste cose in un giorno come questo in cui la lotta alla mafia, con la decisione di Giuseppe Antoci di sostenere la nostra mozione, finalmente fa irruzione nella politica italiana”.

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, interviene anche sulla questione dei Voucher “sono diventati ormai dei titoli di credito e tutto questo è successo sotto il naso del PD, e’ vergognoso”.

Poi bolla come tardive le critiche di chi afferma che i magistrati non dovrebbero far politica: “Le leggi italiane me lo consentono” afferma “tutti questi chiacchieroni fanno critiche nel momento sbagliato, le potevano fare 13 anni fa quando ho iniziato a farlo. In nessun Paese al mondo ai magistrati è vietato di fare politica”, sottolinea Emiliano che aggiunge “è una fortuna e un privilegio per me portare in politica la mia esperienza da magistrato al contrario di chi porta persone senza mestiere o opache” e poi commenta le dichiarazioni del ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, secondo il quale l’industria del Sud “non può essere una riserva indiana” e che “il 99% dello sviluppo lo fanno amministrazioni locali che funzionano”.

“Calenda è male informato” afferma il pugliese “non mi risulta che ci siano ritardi al Sud che derivano dalle amministrazioni locali. Non credo che abbia esempi concreti e motivati, credo che questo sia il luogo comune di chi non conosce il Sud e parla. A Gela, Taranto e Brindisi” aggiunge “sono presenti impianti che se fossero al Nord avrebbero provocato rivolte. Invece il Sud li sopporta. Noi amministratori facciamo il nostro dovere per l’Italia, il governo faccia piuttosto il suo per garantire la salute ai cittadini”.

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